E’ la Pro Modena di Romano Amadei, Romano Sghedoni, Carmelo Salerno e Doriano Tosi l’iniziativa che ha ricevuto il gradimento dell’amministrazione comunale per la rifondazione del Modena Calcio. Il sindaco Giancarlo Muzzarelli ha ufficializzato il verdetto durante la Commissione Servizi, la commissione comunale che si occupa di sport, cultura e welfare. Battute le altre due cordate in campo, la US Modena rappresentata dall’avvocato Gian Piero Samorì e Gianni Gibellini (figurava anche Maurizio Setti, ndr) e la Modena Calcio SSDARL di Luca Toni e del re delle sale slot Roberto Marai. A fronte di tre progetti tutti giudicati adeguati e all’altezza del compito, decisivi per la valutazione finale del sindaco, che si è basato sul lavoro della commissione comunale appositamente istituita e formata da esperti in materia sportiva, giuridica ed economica, sono risultati l’organizzazione e valorizzazione del settore giovanile e soprattutto i progetti di marketing territoriale inerenti la storia del calcio modenese e il coinvolgimento della tifoseria, voci nelle quali la Pro Modena ha ottenuto i giudizi più lusinghieri. La cordata Amadei Sghedoni Salerno Tosi, con la famiglia Giacobazzi in procinto di entrare nella compagine societaria, è anche quella che ha garantito l’investimento iniziale più oneroso, circa 2 milioni, per la vittoria del prossimo campionato di Serie D e l’immediato ritorno del Modena nel calcio professionistico.