Ben più rovente il clima sulla panchina del Verona. Un’altra sconfitta dopo la batosta col Benevento metterebbe in forte discussione (malgrado le rassicurazioni del presidente Setti) la panchina di Fabio Grosso. Che si gioca tutto proprio a casa sua, in quella Pescara dove ha vissuto ed è cresciuto calcisticamente (nella Renato Curi) e dove l’anno scorso con il Bari è stato accolto malissimo, con ignobili scritte sotto la residenza dei genitori. Grosso e pure Tony D’Amico, il d.s. dell’Hellas, anche lui pescarese e anche lui da giovane mezzala della Renato Curi (e poi nella Primavera del Pescara). Il loro destino (sportivo) passa dalla loro città, soprattutto per l’allenatore – si legge su La Gazzetta dello Sport – Se domani in caso di tracollo Setti decidesse di cambiare, D’Amico potrebbe chiamare Zdenek Zeman per tentare il disperato assalto alla A, a questo punto attraverso i playoff. Sì, il boemo, che proprio a Pescara nel 2010 ha firmato l’ultimo capolavoro della sua lunga carriera con la strepitosa promozione in A guidando i vari Immobile, Insigne e Verratti. E se fosse proprio Pescara a rimetterlo in pista, tra l’altro su una delle panchine più presti-giose della Serie B? Ah, i romanzi del calcio…