Potremmo quasi dire che si tratti di una storia fra le più comuni, in Brasile: un giovane calciatore che sogna la ‘camiseta verdeoro’ e che insegue la passione per il calcio sino a spingersi in Europa. Comune, forse, semplice non di certo: perché non è facile lasciare le proprie radici e la propria famiglia per andare lontanissimo da casa. Il calcio permette però a Lucas Felippe, giovane centrocampista dell’Hellas Verona, di ricongiungersi con la storia del bisnonno che era di origini italiane: da qui il cognome Martello. Semplicemente Lucas, un calciatore dotato da Madre Natura di un mancino vellutato ed educato, è progressivamente diventato il centrocampista d’impostazione offensiva che è oggi, migliorato in tecnica e forza, non disgiunte da un sano vizietto del gol con capacità balistiche dalla lunga distanza.

#18 LUCAS MARTELLO FELIPPE NASCIMENTO
Data di nascita: 3 maggio 2000
Luogo: San Paolo, Brasile
Altezza: 1,78 m
Nazionalità: brasiliana e spagnola
Ruolo: centrocampista centrale
Piede preferito: sinistro
Caratteristiche: abilità balistiche
Presenze in Serie A: 0
Presenze Hellas Verona: 0

«È un giovane di grande prospettiva. Deve continuare a credere nelle proprie qualità e così arriverà lontano»
Cit. Miguel Veloso

DAI PRIMI ANNI ALL’ARRIVO IN ITALIA
Lucas inizia a giocare a sei anni, arrivando presto a vestire maglie prestigiose nei settori giovanili, tra le altre quelle di Corinthians e Palmeiras. Cresce tra il sogno di vestire un giorno la divisa della Seleção e quello, diventata pian piano realtà, di arrivare a giocare in Italia. In Brasile gioca anche nel Portuguesa, nella Juventus da Mooca e nel Taboão da Serra ed è proprio da qui che, nell’estate del 2017, arriva all’Hellas Verona. Un impatto non semplice con la nuova realtà, come lui stesso ha raccontato, ma aiutato dagli altri brasiliani della squadra Lucas impara la lingua in fretta, si ambienta sempre di più e calcisticamente apprende nuovi metodi, con maggiore intensità e aggiungendo la potenza al suo mancino già molto educato. Ben presto diventa in gialloblù un punto di riferimento importante per la squadra Primavera.

I NUMERI IN PRIMAVERA
In tutto sono 59 le presenze con la Primavera dell’Hellas Verona, ottenute nel corso di due stagioni e mezza. Per 12 volte ne è stato il capitano, segnando complessivamente 19 reti. Lucas gioca la prima gara con la Primavera il 14 ottobre 2017, nella sconfitta a Vigasio per 3-2 con l’Atalanta: se dapprima viene schierato trequartista, successivamente, anzi progressivamente arretrato a centrocampo, nel cuore del centrocampo, dove ricopre il ruolo di regista con la licenza di prendere di mira la porta avversaria. Segna il primo gol ufficiale il 15 aprile 2018 all’Antistadio contro la Lazio: colpo di testa, dopo il movimento a tagliare alle spalle del terzino avversario, su cross di Simon Stefanec. Più aderente al repertorio il mancino da fuori contro il Genoa, nella vittoria per 3-2 del 12 maggio 2018. La specialità della casa sono anche i calci di punizione, sui quali il giovane centrocampista brasiliano continua ad esercitarsi: molto bello quello segnato il 16 febbraio 2019 all’Antistadio contro il Bologna. Il suo gol più importante? Probabilmente quello del 19 febbraio scorso, al ‘Tre Fontane’ di Roma: un sinistro teso che sbatte sul palo ed entra in rete. Anche grazie a quel gol la Primavera è riuscita a qualificarsi alla finale di Coppa Italia di categoria.

TRA PRIMAVERA E PRIMA SQUADRA
Una grande esperienza ormai con la squadra Primavera, ma da tempo Lucas Felippe lavora anche con la Prima Squadra. Le prime convocazioni risalgono alla Serie B dell’anno scorso, in panchina a Lecce, poi al ‘Bentegodi’ contro il Venezia e soprattutto il 26 maggio 2019 a Pescara, nella vittoria per 1-0 che permise all’Hellas di qualificarsi alla finale Playoff. Quest’anno ha potuto sedersi in panchina quattro volte in Serie A, mentre allo Sporting Center ‘Paradiso’ di Peschiera ha trovato in Miguel Veloso un prezioso alleato, anzi, quasi un fratello maggiore, come ha avuto modo di dire anche lui. Li accomuna la lingua, il ruolo, ma soprattutto quel mancino che su calcio di punizione può essere letale. Fonte: hellasverona.it