“Al 90% domenica sarò al Bentegodi. A Bari lo sanno da anni, appena posso guardo l’Hellas in tv o vengo a Verona allo stadio. Sono un doppio ex ma il mio cuore è rimasto lì da voi. Ma cosa è successo? Credo che mister Pecchia ed i ragazzi possano uscire da questo uno-due terribile. D’altronde sembra che qualcuno abbia staccato la spina col Novara e il Cittadella. Per me il Verona resta la squadra favorita, quelle da battere e domenica sarà una partita molto bella contro il Bari – ha dichiarato a L’Arena l’ex difensore dell’Hellas Verona, Lorenzo Sibilano – Ma Gomez come sta? Lui può essere ancora un giocatore importante. Lo ricordo giovane nel Verona, anche se sono altri i ragazzi che sento come Corrent e Rafael che ora è al Cagliari. Proprio con Nicola abbiamo parlato a lungo di mister Pecchia. Un tecnico molto capace, saprà condurre il Verona al proprio obiettivo ne sono sicuro. Gente come Pazzini, Romulo, Bessa, Luppi e Fossati sono dei giocatori bravissimi per il campionato cadetto. Si, sono sicuro, l’Hellas riprenderà il discorso interrotto a Cittadella. Magari potrebbe non riuscirci col Bari, ma alla fine il valore della squadra gialloblù verrà fuori. Lo spareggio con lo Spezia? Una ferita ancora aperta. Il mio gol, loro disperati e quella rete nella ripresa di Do Prado. Ho ancora gli incubi – ricorda Sibilano – Li avevamo messi sotto sia all’andata che al ritorno. Purtroppo il rapporto fra Ficcadenti ed il Verona era già compromesso, ma poi arrivò Ventura. Il mister fece il miracolo perché alla fine dai, meritavamo la salvezza. Hanno salvato lo Spezia che poi era già fallito. Va beh, lasciamo perdere. Cutolo? Non è un ragazzo cattivo. Non aveva mai legato in pieno con i tifosi e l’ambiente e poi quella gara col Padova, ma come si fa. Anche se il pubblico ti becca tu non devi rispondere ed invece fece la sceneggiata. Ma come si fa a retrocedere in C ed avere trentamila persone che cantano e noi in campo che piangiamo. Chiedete a mia moglie quando sono andato via dal Verona, come ci sono rimasto. Per sei mesi ero una persona distrutta. Amo il giallo e il blu. L’unica cosa che mi fece davvero male, fu la scelta della società in serie C di mandarmi via che io non volevo”.