“Sarebbe giusto che ripartisse la Serie A, come un po’ tutto del resto. Basta fare attenzione e mantenere le distanze con la mascherina. Il calcio? Se non trovavo sulla mia strada mister Malesani, forse mi sarei perso nei dilettanti. Lui mi ha insegnato tantissimo. Da come stare in campo a come comportarsi in squadra. Lui è stato determinante per me. L’Hellas? Avevo tutti amici tifosi e fin da bambino tifavo Verona. Anno complicato il primo con qualche problemino e poi c’è stato il finale con il gol di Parma e quello di Reggio. Quello contro la Reggina uno dei tre gol più belli che ho fatto, quello poi ci ha permesso di restare in Serie A – ha dichiarato a L’Arena, Michele Cossato – A Verona non andò benissimo? Non è stata colpa del mister. Siamo stati noi giocatori a sbagliare. Si parlava più dei soldi che non arrivavano che di calcio. E si che nel girone d’andata eravamo quasi imbattibili. Pastorello? Una persona molto capace. Qui a Verona sono arrivati giocatori importanti. Ebbe problemi personali in quell’ultima stagione credo, poi con lui ci rimasi un po’ male. Eravamo retrocessi e con Malesani e pochi altri facemmo un capolavoro, quello di evitare la Serie C. Gli ultimi due mesi gli chiedevo un incontro. Sarei rimasto a molto meno ma volevo finire all’Hellas. “Sì dai, Michele, vedremo…” Ed invece alla fine mi lasció andare. Il Verona di Juric? L’ho visto più di una volta. Mi piace da impazzire. Questa squadra mi ricorda un po’ la mia nel giorno di andata. Poi ci fu il blackout e Piacenza. Chi mi piace dei gialloblù? Amrabat. Avete visto quanto corre? E poi quando ha la palla tra i piedi non riesci a portargliela via, mai”.