“Esiste un debito col Comune, ma la verità va raccontata tutta. Siamo rimasti fermi con i pagamenti, perchè in accordo prima con l’amministrazione Tosi e successivamente con l’amministrazione Sboarina. Avendo sostenuto dei costi, ed essendo al vaglio un ipotetico scomputo, tutto è rimasto fermo. Non abbiamo mai ricevuto alcuna richiesta coattiva. L’iter si è bloccato dopo il concerto di Robbie Williams dello scorso anno: noi e il Chievo abbiamo subito un danno di €662.000: prima di pagare un canone dobbiamo capire a chi spetta coprire quel danno. Che si facesse il concerto lo abbiamo appreso dai social, senza alcuna comunicazione ufficiale. Abbiamo chiesto una tutela, sotto forma di assicurazione. Ci hanno risposto che c’era, salvo poi scoprire a dieci giorni dal concerto che non esisteva alcuna garanzia. Il concerto è stato fatto, il manto erboso è stato distrutto. Lo abbiamo rimesso a posto noi e il Chievo coprendo le spese in parti eguali (€331.000 a testa). Sono passati 12 mesi, ma il danno lo abbiamo subito e pagato noi. Oltre al concerto, abbiamo provveduto alle spese di ripristino dai danni dell’alluvione, ai lavori di ripristino a margine dell’antistadio, ai costi della partita della Nazionale. Il nostro non è uno scarico di responsabilità – ha dichiarato a TMW, il direttore operativo dell’Hellas Verona, Francesco Barresi – Abbiamo definito il quadro della situazione. Abbiamo spedito PEC con il piano di pagamento della differenza dovuta. Per quanto concerne le spese per i danni del concerto di Robin Williams si aprirà un contenzioso con il Comune. Con i lavori compensati il debito scende a un milione. I debiti sono due; canoni di affitto e utenze. Le utenze le abbiamo pagate. Trovo poco elegante fare propaganda politica mettendo in mezzo il Verona e mettendone in dubbio l’intenzione di investire. Noi non abbiamo mai fatto polemiche, ma se siamo tirati in ballo, non va bene. L’Hellas investe eccome, altrimenti non avremmo fatto nulla all’antistadio. Il centro sportivo? Abbiamo mandato una decina di PEC anche all’amministrazione precedente, senza avere mai risposta. Ci hanno detto che avrebbero creato un gruppo di lavoro che si sarebbe occupato del tema del centro sportivo. Sono passati un paio di anni. I documenti parlano chiaro. Capiamo le lungaggini dell’iter burocratico, ma non accetto che si dica che il ritardo dipenda da noi”.