Questa mattina il portiere dell’Hellas Verona, Pierluigi Gollini, è stato ospite della scuola primaria “G.C. Camozzini” di piazza Chievo, una delle tappe del “Progetto scuola” del club di via Belgio.

Gollini ha parlato del suo curriculum di tutto rispetto: le giovanili a Firenze, poi l’esperienza di 2 anni maturata in Inghilterra al Manchester United. “Lì ho avuto la fortuna di allenarmi insieme a Rooney e altri grandi campioni”, ha esordito. “Ho cominciato tardi a fare il portiere, a 13 anni. Da piccolo ho iniziato a giocare come centrocampista, poi ho fatto il difensore, ma da sempre il mio sogno era quello di stare in porta, a Natale mi facevo regalare i guantoni” ha spiegato il talentuoso Gollini. “Sono voluto tornare perché mi mancava l’Italia. Ho scelto Verona perché è una bella città, ma soprattutto perché l’Hellas Verona è una piazza molto importante”.

Poi quella domanda sul rigore di Diamanti. “Non lo so”, ammette Gollini, “forse si”. Gli studenti hanno insistito, volevano saperne di più. Pierluigi li ha accontentati con piacere: “Parare un rigore è una sensazione bellissima, una soddisfazione. Il segreto sta nel capire i movimenti dell’attaccante e indovinare il lato giusto. Le caratteristiche che deve avere un portiere? Istinto, riflessi e fisico”.

Il portiere gialloblù non ha nascosto le difficoltà incontrate nel corso della sua giovane carriera: “Quando sono andato a Manchester avevo soltanto 16 anni, è dura stare lontano da casa”. Infine, prima di salutare i piccoli tifosi, ha voluto lanciare un appello sull’importanza della scuola: “Ho voluto fortemente finire la scuola e nonostante gli impegni quotidiani sul campo da calcio sono riuscito a conseguire la maturità, sono molto orgoglioso di questo risultato. E’ molto importante portare a termine il percorso di studi”. Fonte: hellasverona.it