Con la maglia gialloblù non è mai potuto scendere in campo, ma il ricordo che lo lega a Verona è ricco di emozioni e significati. Il contratto biennale da firmare era già pronto per Emanuele Pesoli, poi il calcioscommesse purtroppo ha fatto tutto il resto. Una stagione, quella del ritorno in Serie A dell’Hellas Verona di Andrea Mandorlini, che è stato costretto a seguirla solo dalla tribuna. Ma il suo contributo ha saputo darlo, eccome, tra le mura dello spogliatoio scaligero, luogo sacro dove si sono costruiti successi importanti. Una città che ha accolto lui e la sua famiglia a braccia aperte. In uno dei momenti più difficili della sua vita. “Arrivai a Verona dopo la stagione di Siena con Sannino. Firmai un biennale, ero entusiasta di giocare in una piazza importante come Verona, in una società che aveva grandi ambizioni. In quindici giorni però, dopo la firma del contratto, arrivò come un fulmine a ciel sereno la notizia del calcioscommesse. Fu il direttore Sogliano in ritiro a darmela. Io poi decisi di fare il mio percorso, rimettendoci 11 mesi, perdendo così una stagione importante per la mia carriera. Ero quasi in depressione, ma grazie all’affetto della gente di Verona, della società Hellas che mi è stata vicina in tutto e per tutto e dei miei compagni sono riuscito a superare questo momento difficile. Ho dovuto aspettare i vari gradi di giudizio ed ho quindi deciso di incidere a Verona in altro modo – ha dichiarato Emanuele Pesoli a Hellas Live – Negli allenamenti e nello spogliatoio mi sono sempre fatto sentire grazie alla mia esperienza, con grande autorità. Mandorlini si fidava ciecamente di me ed avevo grande stima da parte di tutti i miei compagni. Ho un ricordo pazzesco di dimostrazione quotidiana di affetto nei miei confronti e della mia famiglia. Emozioni davvero forti. Il vostro contributo e presenza è stata davvero importante per me. Nel momento più buio, il mondo del calcio mi ha girato invece le spalle, mi sono ritrovato da solo, ma ringraziando Dio ho risolto tutto nel migliore dei modi. Dopo il processo sportivo e penale sono stato assolto perché i fatti non sussistevano, ma resta comunque una macchia nella mi carriera – ricorda Pesoli – A Verona ho dato il massimo per quello che potevo, ripagando così la fiducia di tutti. Sono stato poi premiato dalla promozione in Serie A, traguardo conquistato grazie ad uno dei più bei gruppi che l’Hellas ha avuto. Impossibile poi dimenticare l’ultima partita, Hellas Verona-Empoli, il Bentegodi in festa, il pullman scoperto… Quante emozioni! Una giornata eccezionale, unica. Ricordo che arrivai al campo qualche ora prima e la gente era in estasi. Mandorlini mi mise la parrucca in testa e mi portò a festeggiare coi compagni. Una grande festa, sono rientrato a casa dopo due-tre giorni (ride, ndr)”. Emanuele Pesoli lunedì tornerà da avversario al Bentegodi. Vice Pillon a Pescara, l’ex difensore classe 1980 sta preparando la sfida contro l’Hellas Verona di Grosso. “Adesso vivo a Pescara, città e società che mi hanno aiutato tanto e che mi hanno permesso di tornare nel mondo del calcio. Lunedì a Verona sarà una grossa emozione, mi aspetto un partitone dove si affronteranno due squadre attrezzate. I gialloblù tentennano un po’ ma alla fine usciranno le qualità che ha la rosa gialloblù. Noi stiamo bene, in salute, siamo organizzati e stiamo cercando di plasmare ai ragazzi la mentalità del mister. La Serie B è un campionato bello e con valori tecnici importanti. Crescenzi? È stato mio ex compagno ai tempi di Pescara, l’anno scorso l’ho anche allenato, il suo rendimento è importante ed uno così lo vorrei sempre in campo. Cocco? Anche lui è stato un mio compagno di squadra mentre oggi lo alleno. Andrea ha poca continuità di gioco, ma lavora con grande entusiasmo e voglia e qualora sarà chiamato in causa, sono sicuro che darà il suo contributo”.