È arrivato tra lo scetticismo generale e senza proclami è riuscito a conquistare tutti. Sul campo e non solo. Poche parole a vanvera e tanta concretezza sul campo per l’allenatore gialloblù. Lui che ha sempre messo davanti il suo calcio alla sua persona. Una filosofia vincente, un modo di operare perfetto per la piazza di Verona. Un allenatore capace di tramutare in oro tutto quello che tocca. La società di Setti l’ha blindato sino al 2023 ed in sede di mercato, sempre più di comune accordo negli ultimi tempi, è riuscita ad operare con intelligenza, portando in riva all’Adige giocatori di indiscusso valore. Via Kumbulla, dentro Ceccherini, saluta Amrabat arriva Tameze, torna all’Atalanta Pessina, si investe su Barak. Ed il risultato finale è rimasto lo stesso. Incredibile ma vero. Arrivati a quota 38 punti, con 13 partite ancora da giocare, il popolo scaligero sogna l’Europa. E lo stesso Juric dopo la netta vittoria di Benevento, ha confermato tutte le ambizioni della tifoseria scaligera. L’unica cosa certa però sino ad oggi, è che questa squadra di partita in partita sta riuscendo sempre più a trovare consensi in giro per lo stivale italiano. L’Hellas Verona non è più una novità ma è tornata ad essere una certezza del calcio italiano. Ed il merito di tutto questo ha un nome ed un cognome: Ivan Juric. Peccato solo che i tifosi veronesi non possano dimostrare, sui gradoni dello stadio Bentegodi, tutto il loro affetto verso questa squadra. Un gruppo capace di ricordare persino le imprese di quello storico guidato da Osvaldo Bagnoli. Intoccabile. Inimitabile. Ma dietro al Mister, dal 1903, c’è solo il tecnico di Spalato.