“Cos’è andato storto questa stagione? C’è un po’ di demerito di tutti, potevamo fare di più, il cambio di allenatore ci ha dato qualcosa, ma sono convinto che se il campionato cominciasse oggi non ci troveremmo in questa situazione e ci salveremmo. Spesso la fortuna ci ha voltato le spalle, ma la fortuna è dei forti e uno dev’essere anche bravo ad averla – racconta il portiere dell’Hellas Verona, Pierluigo Gollini, a La Gazzetta dello Sport – Col Carpi ci giochiamo la nostra finale di Champions. Battiamolo, giochiamole tutte al massimo e poi vediamo. Toni? Proprio l’altro giorno mi diceva: “Ah, sei nato il 18 marzo del 1995? Io il giorno dopo esordivo col Modena”. Per me avere un compagno campione del mondo è il massimo, lui poi è super, una bandiera. Oltre che Il bomber. La Nazionale? È un mio obiettivo. Anche se mi chiamano in Under 20. Mi auguro un giorno di giocarmi un posto nella Nazionale senior con Donnarumma. La mia Nazionale nel Mondiale 2002? Io in porta, Romagnoli e Rugano centrali, Florenzi a destra, Darmian a sinistra. Poi Verratti, il più forte degli italiani, con Baselli e Cristante. Davanti Insigne, Berardi e Bernardeschi. Tanta roba, oh”.