Ricordiamo oggi le vittime dei tragici eccidi che si verificarono dopo l’Armistizio e nel dopoguerra lungo il confine orientale d’Italia, e l’esilio da Venezia Giulia, Istria e Dalmazia di un popolo “colpevole” solo di essere italiano.

Soffermarsi a riflettere sugli orrori del passato, onorare chi trovò una morte orrenda nelle foibe o fu costretto a lasciare la sua terra spinto dall’odio etnico, non deve essere un atto politico ma l’espressione di una coscienza condivisa, unica arma per neutralizzare la tentazione di minimizzare, negare o rileggere la vera portata di quegli eventi.

Invio il mio pensiero ai sopravvissuti all’esodo ancora in vita, tanti dei quali risiedono nel nostro Veneto, terra che condivide con le loro province di origine antichi legami storici, di lingua e di attaccamento secolare a Venezia. Nella nostra regione hanno trovato una casa all’indomani della tragedia; qui troveranno per sempre fratellanza, rispetto e comprensione per la loro vicenda storica, così drammaticamente sofferta.

#giornodelricordo

Fonte: Luca Zaia, Presidente Regione Veneto