Conclusa la prima sosta stagionale per le Nazionali, riprende la Serie A. E il Milan, dopo la vittoria casalinga sul Brescia, torna in campo domenica 15 settembre alle 20.45 allo stadio Bentegodi di Verona per affrontare l’Hellas. Alla vigilia, dopo la rifinitura dei rossoneri, Marco Giampaolo ha parlato in conferenza stampa a Milanello. Queste tutte le sue dichiarazioni, trasmesse in diretta su AC Milan Official App, Facebook e Milan TV: IL MESSAGGIO PER CAFU "Innanzitutto volevo fare le mie personali condoglianze, a nome anche della famiglia rossonera, a Cafu per la scomparsa del filgio". SU VERONA-MILAN "Mi interessa poco sapere che quello di Verona è un campo ostico per il Milan, ci credo poco. Noi dobbiamo vincere perché ogni vittoria dà più convinzioni e autostima, lottando contro chiunque, ma la differenza la fa l’atteggiamento. Guardando la mia squadra sono fiducioso, perché vedo una squadra motivata. Stimo molto Jurić, è un bravo allenatore, la sua squadra è aggressiva e con un’identità chiara. La gara di domani va presa con le molle, sarà intensa, dovremo giocare bene ed essere bravi nel palleggio e nelle coperture. Ho grande rispetto per il Verona, la squadra sa cosa aspettarsi in campo. Guai a sottovalutare qualsiasi avversario, spesso vittorie e sconfitte si nascondono in pieghe invisibili". IL LAVORO DURANTE LA SOSTA "In queste due settimane ho allenato 7-8 giocatori, che hanno lavorato con professionalità. Avevamo tanti Nazionali impegnati, che hanno fatto bene. La squadra sta facendo bene, ha entusiasmo, tutti sono rientrati senza problemi. Con il lavoro metteremo a posto diverse cose, ho fiducia e speranze nel gruppo e sono sicuro che miglioreremo sempre di più nel tempo. Mi piace molto l’attaccamento, la partecipazione e la dedizione dei giocatori. Dobbiamo diventare sempre più squadra. Una squadra forte, riconoscibile ed equilibrata. Io sto lavorando su idee e comportamenti, cercando di dare una mentalità precisa e un gioco propositivo. Il mio motto non è cambiato: testa alta e giocare a calcio". TUTTA LA SQUADRA "In passato ho allenato giocatori poco quotati, soprattutto a livello mediatico, che poi sono diventati inamovibili. Ogni mia scelta è orientata alla crescita della squadra, valutando ogni giocatore settimana per settimana perché altrimenti perderei di credibilità. È il lavoro quotidiano a determinante le gerarchie. A me non interessa il singolo ma il Milan, non esistono titolari e riserve ma chi gioca e chi non gioca". SU PIĄTEK "In questi giorni Piątek mi è piaciuto molto. Lui non deve pensare di giocare solo negli ultimi 20 metri, deve essere completo e saper far tutto. Non possiamo giocare sempre palla lunga, dobbiamo anche palleggiare: Krzysztof sa giocare bene e deve farlo, poi il gol viene di conseguenza". I SINGOLI "Paquetá può fare sia la mezzala che il trequartista, dipende se in base alla partita ho più bisogno di un calciatore con caratteristiche da attaccante o da centrocampista. Dopo le prime partite ho spostato Suso un po’ più sulla sua mattonella, ma sono convinto che Suso possa fare anche il trequartista. Castillejo è un grande giocatore e lavoratore, mi piace. Rebić l’ho visto bene, è in forma e determinato. Hernández non giocherà, ha recuperato e adesso deve riprendere la condizione. Rodríguez è ordinato, Theo è più assaltatore. Sono due ottimi giocatori con caratteristiche diverse. Duarte sta migliorando, è intelligente e curioso, quotidianamente va a vedere i video dei miei collaboratori per progredire. Arriverà anche il suo tempo. Musacchio è forte e ha anche leadership, non è facile cambiare in difesa".