“Ho visto un po’ sul web i miei compagni, grandissimi. Io però non sono tecnologico. Sono più legato a Tricella perché da sempre libero e portiere devono avere un feeling particolare, poi ero in camera con lui fin dal campionato di Serie B. Mi stressava con le imitazioni di Jerry Lewis, a lui piaceva un sacco. Il Trice aveva tempi d’attacco fenomenali. A metacampo eravamo sempre in superiorità numerica grazie a lui. E poi Bagnoli, un grande. Quell’anno, a parte con i giornalisti, con noi si arrabbiò soltanto una volta. Mi ricordo fu dopo lo zero a zero in casa con la Sampdoria. Bagnoli entró e chiuse lo spogliatoio e ci urlò dietro: “Lo capite che così mandiamo all’aria tutto? Questa era una partita da vincere”. Con un altro allenatore ed un’altra società non avremmo mai vinto il titolo – ha dichiarato a Telearena, Claudio Garella – Sono orgoglioso di aver giocato bene e vinto con il Verona. E tutto sommato di aver lasciato un segno. Elkjaer e tutti gli altri ci facevano vincere, io cercavo di non prendere gol. In quel campionato la Juve non era quella dei 50 punti e noi fummo avvantaggiati dall’arrivo di Elkjaer e Briegel. L’Hellas di Juric? Ho visto il Verona in televisione e mi sono sempre divertito. Mister Mandorlini ha avuto il grande merito di risollevare la squadra ma il mio Hellas, soprattutto quello di Dirceu e Penzo, mi ricorda di più la squadra di Juric. Veloce, spietata e sempre brillante. Sono felice per i tifosi. E poi Silvestri è una sicurezza. Un portiere che ha fatto la gavetta, mi piace”.