-Siamo più per la filosofia del fare che del parlare, è la politica societaria che ci ha contraddistinto da tre stagioni. Per questa, avevamo preso degli impegni nei confronti dei nostri tifosi, nonostante le molte difficoltà, come le autorizzazioni. Ma d’accordo con le forze dell’ordine, l’amministrazione comunale e l’altra società che partecipa al campionato di Serie A, abbiamo raggiunto l’intesa per poter aumentare la capienza in Parterre di 900 posti e utilizzare in alcune partite una porzione della Curva Nord, recuperando 2500 posti, a prezzi popolari per i nostri sostenitori che non hanno potuto sottoscrivere il nostro abbonamento. Si è cercato di venire incontro alle esigenze della gente. In determinate partite si potrà usufruire anche del Parterre di parte della curva, ci tenevamo perché avevamo assunto un impegno già l’anno scorso. Non ci eravamo riusciti, adesso entro la fine del mese di ottobre completeremo tutto. Sono state fatte anche ulteriori migliorie per garantire altri servizi all’interno del Bentegodi come le panchine interrate, la rizzollatura del campo oppure la zona lounge nell’hospitality. Tutte caratteristiche che possano essere di buon auspicio per la squadra e le esigenze della gente. Gli oltre 14mila abbonati sono un dato importante, contro il Palermo speriamo di fare 5mila paganti. Ma siamo soddisfatti. Non si possono accontentare tutti, si sbaglia. Ci prendiamo sempre le nostre responsabilità e siamo trasparenti e chiari. L’importante è riuscire a comunicare tutto nel modo giusto. Rispetto la scorsa stagione abbiamo perso 2mila abbonati, è vero. Ma abbiamo tolto pacchetti famiglia e altre agevolazioni che ritenevamo ingiuste. Abbiamo creato più possibilità per chi voglia seguire il Verona saltuariamente e non tutte le sfide. Non bisogna elogiarci, ma questi sono dati oggettivi che in confronto alle altre squadre, sono importanti. Statistiche che devono essere da stimolo, per migliorarci. Senza i nostri tifosi non riusciamo a fare calcio, dobbiamo sempre ringraziarli per l’attaccamento che ci hanno dimostrato. Lo abbiamo visto già a Bergamo. Ma non sono preoccupato, perché la gente nota le nostre intenzioni. Quando finiranno i lavori? Completamente per Verona-Milan. Tanti altri saranno ultimati già per il Genoa, anche grazie all’amministrazione e le indicazioni del questore Gagliardi, sempre molto disponibile. Cerchiamo di mettere tutti nelle condizioni ideali. Ora, dobbiamo vincere le partite perché altrimenti tutto quello che facciamo passa in secondo piano. Però, è necessario ragionare da azienda, avere queste attenzioni. Ci mettiamo nelle condizioni di migliorarci, e ottimizzare lo stadio in modo corretto, grazie all’aiuto dell’amministrazione dato che l’impianto rimane di proprietà del Comune. Altre somme sono state investite direttamente da noi, ma crediamo che ci possano produrre un risultato nel futuro. Un nuovo stadio è un problema che non ci siamo mai posti. La priorità è il nuovo centro sportivo. Non abbiamo ancora trovato l’area adeguata per le nostre esigenze, nonostante i molti contatti e le ricerche. Speriamo di riuscirci entro il prossimo anno solare. Il centro sportivo è fondamentale, la prima cosa perché rappresenta un’attività sociale, la base del nostro Settore Giovanile e fornisce situazioni importanti per sviluppare il nostro brand. Dobbiamo capire che per acquistare i giocatori forti è necessario recuperare le risorse da noi stessi. Bisogna industriarci. Il maggior aiuto arriva dai nostri tifosi venendo allo stadio numerosi e facendo abbonamenti. Formazione e modulo anti-Palermo? Ci sono talmente tante cose a cui pensare… (ride, ndr). Non ci voglio pensare, sarà tutto in mano a professionisti pagati per fare questo. Ad ognuno il suo. Noi abbiamo molta fiducia sia nel lavoro fatto da Sogliano che da Mandorlini e lo staff. Anche nei tesserati, per l’attaccamento e disponibilità. Ricordiamoci quello fatto a Bergamo-. fonte: radio belllaemonella. hellasverona.it