La scelta di Maurizio Sarri fu la prima decisione presa alla guida dei gialloblù dall’ex portiere di Fiorentina, Milan, Napoli, Torino, Parma e Lucchese, Giovanni Galli, chiamato a risollevare l’Hellas Verona a fine 2007 dal Conte Pietro Arvedi. “Non ho nessuna rivalsa da prendermi, anche perché la tifoseria di Verona è meravigliosa. La squadra era retrocessa, cercai di cambiare gli interpreti per portare aria nuova. Il mio obiettivo era iniziare a costruire qualcosa per il futuro, perché Verona meritava una squadra di cui innamorarsi. Perché non funzionò? «Nel mercato di gennaio arrivarono diversi giocatori ma, come spesso accade, indietro di condizione. In più serviva tempo per apprendere le idee di Maurizio. Dopo alcune sconfitte il presidente – forse fomentato dagli stessi personaggi responsabili della Serie C – iniziò a fargli la guerra e lo esonerò. Siccome penso che uno debba dimettersi quando fallisce un obiettivo, me ne andai anche io senza scaricare la colpa su nessuno – ha dichiarato a Libero l’ex dirigente dell’Hellas Verona – In Sarri rivedevo il percorso di Arrigo Sacchi, l’ allenatore che ha più inciso negli ultimi 30 anni. Il nostro Milan portò una rivoluzione concettuale. Ritenevo che Maurizio fosse l’ allenatore giusto per fare dell’Hellas una squadra da ricordare. Per paradosso, se non avessi preso Sarri avrei cercato Zeman. Se mi sorprende il Verona? Sono contento per la piazza e per l’allenatore che è stato mio compagno di corso a Coverciano. È fumantino, ma molto preparato e bada a tutto. A Mantova ha fatto bene, poteva bruciarsi dopo il Genoa e invece a Verona ha sfruttato l’occasione con un calcio propositivo e divertente. Ha già fatto incassare tanti milioni al suo presidente, ma i giocatori già venduti hanno dimostrato di essere ancora concentrati: la risposta contro la Lazio è stata positiva”. Foto pressreader