”È stato tutto improvviso, ci siamo trovati bene con la società. Abbiamo fatto 3 allenamenti e una partita e poi siamo stati colpiti direttamente dal virus che ha contagiato un nostro calciatore. Ora sono isolato da 7 giorni in una camera d’albergo, sono molto solo come tante persone in questa situazione. Ripenso a quando in condizioni normali mi sentivo circondato da tante persone e mi sentivo allo stesso tempo solo, ora sono solo fisicamente ma non mi sento come prima. La mia compagna lavora in ospedale e so quanto stanno faticando queste persone che dedicano la loro vita alla cura degli altri e a loro va il mio ringraziamento. La mia famiglia è dislocata in varie parti d’Italia ed è normale essere preoccupati, ma allo stesso tempo dobbiamo essere tutti responsabili. Se si è sottovalutato un po’ troppo il virus? Chi più chi meno, tutti abbiamo fatto degli errori di valutazione. Penso che quello che stiamo imparando in questo periodo ci servirà per il prosieguo della nostra vita. I miei ragazzi e la società si sono comportati alla grande, c’è stata una risposta dal punto di vista del senso civico di grande spessore. Dovremmo finire la quarantena domani per cercare di far rientrare a casa i ragazzi, ascolteremo il parere dei medici e in caso di via libera faremo tornare i calciatori dalle proprie famiglie per cercare di staccare un po’ la spina – ha dichiarato a tmw l’ex attaccante dell’Hellas Verona, Giuseppe ”Nanu” Galderisi – Cosa mi ha colpito nella reazione della nazione? L’Italia ha sempre dato il meglio dopo aver preso le batoste nel calcio. Così come nella vita di tutti i giorni il popolo italiano sta rispondendo bene, mi vengono in mente gli artisti che si mettono a disposizioni e la collettività che canta dai balconi. Adesso più che mai abbiamo il bisogno di compattarci. Non penso che nel giro di poco tempo si riuscirà a debellare il tutto. Quando si supererà la cosa bisognerà ripartire diventando tutti più responsabili. Si stanno dando diverse date per avere delle motivazioni e degli stimoli più che altro. Non bisogna perdere i sogni e la voglia di ripartire perché questo ci renderà migliori nelle scelte da prendere più avanti. Dal punto di vista tecnico sarà difficile riprendere al meglio della condizione e comunque bisognerà lavorare sulla testa dei giocatori – continua –
Lo stato deve avere un occhio di riguardo per le piccole realtà sportive più che per le multinazionali dello sport? Si bisogna tutelare ed aiutare chi fa più fatica. Credo che il calcio e lo sport è fondamentale nella nostra vita e per questo non bisogna trascurare nessuno. Se la UEFA doveva fermare prima le competizioni? Assolutamente sì. È stato assurdo anche far giocare le partite a porte chiuse. Il calcio serve per portare gioia alla gente e quelle gioie non si devono perdere. Non sarà semplice ma anche la UEFA rinviando Euro 2020 sta cercando correggere qualche errore fatto prima”.