10 febbraio 1985. Una delle partite più belle della storia del calcio italiano. Protagonisti Udinese e Hellas Verona. Dallo 0-3 per i gialloblù al 3-3, per poi chiudere la sfida sul 3-5 finale a favore della squadra di Osvaldo Bagnoli. Una gara epica, ricca di emozioni e gol.

“Ho parecchi ricordi di quella partita. Come quando venne annullato, sul 3-0 per noi, il gol di Tricella che ci avrebbe portato sul 4-0. L’arbitro (Casarin, ndr) mi disse che l’avevo toccata, quando in realtà non era così, ed aggiunse di stare tranquillo che tanto eravamo già sul 3-0. Poi sappiamo tutti com’è andata… Sul 3-3 ho guardato Preben e gli ho detto che stavamo buttando via lo scudetto e lui prontamente mi rispose: “Gioca la palla” e da in lì in poi abbiamo scritto, grazie ai nostri inarrestabili stranieri, una pagina di storia di quella fantastica annata – ha dichiarato a Hellas Live l’ex attaccante dell’Hellas Verona, Giuseppe Galderisi – Il Verona di oggi vince e diverte, grazie al lavoro di società ed allenatore. Ho avuto il piacere di scambiare due parole con Juric e gli ho fatto i complimenti per quanto sta facendo in riva all’Adige. È l’allenatore giusto per la piazza di Verona, il suo modo di lavorare è diverso dagli altri e si adatta perfettamente al nostro ambiente. Anche nelle sconfitte, si è sempre visto qualcosa di positivo, una squadra che è in crescita continua, capace di vincere in tutti i campi, come noi in quegli anni. I gialloblù vantano una spavalderia sana, hanno una grande mentalità ed una determinazione feroce. L’aggressività ordinata imposta da Juric ci porterà lontano, a Verona c’è una base importante e con 2/3 ritocchi, questa squadra può essere ancora più competitiva – spiega il Nanu gialloblù – Qualche passaggio a vuoto ci sarà e bisognerà gestirlo, ma vedo un gruppo sano, che non si monta la testa. Una squadra, quella costruita da Juric, che più raccoglie e più cresce. Le ultime partite le ho viste, anche dal vivo, e l’Hellas ha dimostrato che non ci sono squadre impossibili da battere. Anche il nostro Verona era nato attraverso il lavoro e grazie a giocatori dallo spessore umano importante. Juric richiesto? È normale quando si ottengono risultati così importanti. Ma ripeto, qui a Verona si è creata la base per qualcosa di importante. Poi è chiaro che è giusto guardare e pensare anche all’aspetto economico”.