“Sono contento, soddisfatto, carico e soprattutto molto motivato. Col Presidente ci sono sempre stati degli ottimi rapporti, e col club ho portato avanti dei trasferimenti e trattative anche ai tempi del Bologna”.

Ora, invece, avanti a braccetto.
“So che il club ha valutato diverse opzioni e tra queste c’ero anche io. Sono felice della scelta fatta dal presidente Setti, è un’esperienza che inizia in una piazza non certo da Serie B. Il pubblico dell’ Hellas ha dimostrato di essere da A anche ai tempi della Lega Pro e ora il nostro compito è cercare di riportarlo nel palcoscenico che merita”.

In quella A perduta, contro ogni pronostico.
“Sulla carta era difficile ipotizzare una stagione così sfortunata, ma dare giudizi dal di fuori è sempre difficile. Adesso tutti insieme dobbiamo guardare a presente e futuro, con la testa ad un obiettivo ben chiaro”.

Con un tecnico scelto un po’ a sorpresa come Fabio Pecchia.
“Il Verona cercava un tecnico giovane e motivato per un calcio propositivo e comunque con Pecchia c’erano già stati degli incontri ancora prima del mio incarico come Direttore Sportivo dell’Hellas”.

Lo conosce molto bene, però.
“Non posso che concordare sulla scelta. Ho preso atto dei profili incontrati da Setti e Bigon. Per me Pecchia è il profilo giusto: ha età e qualità perfette per misurarsi con il Verona e con Verona. E’ stato capitano in tanti club e da giocatore ha avuto molti allenatori prestigiosi, mentre negli ultimi 3 anni ha lavorato in uno staff di livello internazionale (con Benitez è stato a Napoli al Real Madrid e Newcastle) e la pressione può reggerla. Senza dimenticare che ha fatto molto bene a Latina dove stava realizzando un vero e proprio miracolo sportivo. Tanto è vero che lo stesso Club pontino l’aveva contattato, come noto, già lo scorso febbraio”.

Pronto per Verona, diceva.
“Sì, ha il carattere e il carisma giusto. A 43 anni è pronto per un’esperienza così importante. E’ uno dei profili già individuati in passato e sono felice che la scelta sia caduta su di lui. Il rapporto ds-tecnico è fondamentale ma è ancora più importante quello tra ds e presidente”.

Pazzini, adesso. Resta?
“E’ un attaccante importante in Italia, senza dubbio. Se ha le motivazioni giuste per restare, è un valore aggiunto per tutti, anche e soprattutto in B. E’ motivato, conoscevo giocatore e persona già prima; ora che l’ho incontrato a quattr’occhi, le sensazioni sono ancora più positive”.

Vero che potrebbe fare affari col Bologna del neo-ds Bigon? Si parla di Zuculini, come primo nome.
“Zuculini è in scadenza col Bologna. C’entra poco il club, vedremo. Bigon conosce meglio di chiunque altro il patrimonio tecnico del Verona e se riterrà che qualche giocatore potrà fare al loro caso farà le sue valutazioni ed eventuali offerte. Bologna è una piazza ambita da tanti calciatori”.

A bruciapelo: Gollini va a Firenze?
“Gollini è un patrimonio del Verona e del calcio italiano, è uno dei giovani più in vista. Non mi sorprenderei se molti in Italia e all’estero mostrassero interesse verso il calciatore, come sta accadendo”.

Queste le parole del direttore sportivo dell’Hellas Verona, Filippo Fusco, rilasciate a tuttomercatoweb.com