“Quali sono le ragioni della scelta di puntare sempre su Pecchia? Conosce la squadra e ha allenato buona parte di questi giocatori già nella passata stagione, cogliendo l’obiettivo che ci eravamo posti, la promozione in A. Cambiare non è una soluzione. Ne sono convinto io, come pure il presidente Setti. Questo Verona ha bisogno di continuità, non di rotture. Prima della brutta prova di Cagliari i segnali positivi c’erano stati. Per questo quanto accaduto domenica rammarica ancora di più, ma non sposto l’idea che il Verona sia in crescita. Tira fuori dei nomi non è il mio costume, ma se guardo per dire, a Caracciolo e Fares, i miglioramenti Ci sono stati. Allo stesso modo ci aspettiamo quelli di altri. Non buttiamo via tutto. Compatiamoci. E recuperiamo chi non c’è. Qualcuno ha voluto interpretare le mie dichiarazioni rilasciate a Cagliari come una scusante, ma le assenze di Bessa e Ferrari non sono da poco. Ricordiamoci che Heurtaux e Cerci vengono da annate in cui sono stati pressoché fermi. Sta per tornare Franco Zuculini. La rosa ha delle qualità – ha dichiarato il direttore sportivo Fusco a La Gazzetta dello Sport – Pazzini un caso? Neanche per sogno. Pazzini ha in Pecchia il tecnico che l’ha fatto rendere nel modo più incisivo in queste annate. Con lui ha fatto 23 gol in B e ora lo sta gestendo in A. Attenti: il Pazzo non ha saltato una gara. Se è entrato dalla panchina ha sempre lasciato un segno. La fiducia di Pecchia in lui non è in dubbio, nè lo è mai stata. Dove ha sbagliato Fusco nel mercato? Faccio ammenda perché avevo detto che avrei consegnato a Pecchia un organico al completo all’80% al via del ritiro e non è stato così. Su certe operazioni ho temporeggiato e non avrei dovuto, come per Boyè e Cutrone, che non sono arrivati, ma anche perché Kean, che abbiamo preso il 31 agosto ed è evidente che sarebbe stato meglio averlo il 5 luglio. Mi assumo le mie responsabilità, ci metto la faccia. I malumori sono qualcosa di naturale in assenza di risultati. Vanno accettati, fanno parte del gioco. Dispiace perché alcune critiche c’erano pure quando eravamo in alto in B, ma non sono un cruccio. Servono i risultati, che sono tutto, e che talvolta derivano dagli episodi. Premessa: non è un alibi, ma sull’1-1 col Cagliari è stata bloccata un’azione di Fares che Pazzini ha tradotto in gol. Non c’era fuorigioco inoltre l’arbitro ha fischiato, impedendo il ricorso alla Var, che ci avrebbe dato ragione. Poteva essere una svolta. Lo sottolineo, sebbene non voglio cercare giustificazioni per la nostra giornataccia. Conferma l’esempio Crotone? Eccome, e oggi a maggior ragione. Mi riferisco a un modello di unione, la capacità di essere sempre coesi. La salvezza si raggiunge così, senza darsi mai per vinti, neanche quando tutto ti è contrario”.