“In passato ho sofferto per altri infortuni gravi e, quando ho ripreso, la risposta non era stata positiva com’è adesso. Non fisso un tempo preciso: dipende tutto dalla condizione atletica. Sono fiducioso. All’Hellas manca la mia grinta? Ma no, la garra ce l’hanno tutti qui. A non esserci sono i risultati. In questi casi va sempre così, con i tifosi che perdono la pazienza, è una cosa normale. Vorrei che ce l’avessero sempre, invece. Il pubblico è passionale: si entusiasma, si arrabbia, è infuocato. Verona sembra un pezzo di Argentina. Bruno troppa grinta? Eh, ha iniziato a capire che l’Italia non è l’Inghilterra. Gli arbitri ragionano in un altro modo. Discussione con il Chievo è stato un colpo, ma Bruno ha ascoltato i consigli ricevuti e ora gioca con un’attenzione diversa. Sa che, altrimenti, finirebbe sempre le partite con un cartellino rosso. La sfida da ex di lunedì contro il Bologna? Lì ho lasciato un pezzo di cuore. La gente mi ha dato affetto e sostegno quando mi sono fatto male. Proprio come il Verona ritornare dopo più di un anno fuori e ricevetti un applauso che mi emozionó. Ora, però, l’Hellas deve vincere. Come si salverà il Verona? Non importa come, importa farcela – ha dichiarato Franco Zuculini a La Gazzetta dello Sport – La corsa è lunga e si concluderà nelle ultime giornate. È un Hellas giovane, una squadra che sta imparando quanto sia difficile la serie A. Ci sono ragazzi in crescita: Kean, Lee, e anche Bruno e io. Quando saremo salvi, allora potremo dire di aver compreso cosa sia questo campionato. Per adesso il Verona ha lottato e gli è mancata fortuna. Se ce ne sarà un pizzico in più, saremo noi gli uomini che si salveranno con l’Hellas”.