Allo stadio Armando Picchi di Livorno, l’Hellas Verona si presenta dopo aver conquistato 7 punti nelle ultime tre giornate, confermando il 4-3-3 composto da Silvestri, Almici, Marrone, Dawidowicz, Balkovec; Danzi, Gustafson, Zaccagni; Matos, Di Carmine, Lee. Riscaldamento per i gialloblù con una maglietta speciale “Forza Nino. Ti aspettiamo!” dedicata ad Antonino Ragusa, attaccante operato in settimana al ginocchio destro. A Livorno, tifosi amaranto in contestazione con la proprietà, malumore confermato dallo striscione a tutta curva ”Ultimi sì ma con orgoglio e dignità… Spinelli lascia per sempre questa società”. Anche i 346 tifosi veronesi, prima del fischio d’inizio e durante la prima frazione di gara, hanno rivolto messaggi tutt’altro che d’affetto al presidente Setti. L’Hellas Verona detta i tempi ad inizio gara, ma al minuto 11 rischia la squadra veronese, con Silvestri che al limite dell’area commette fallo su Raicevic e viene così ammonito dal direttore di gara, tra le proteste dei livornesi. Valiani 4’ minuti dopo calcia direttamente sul fondo, mentre Almici al 21’ impegna su punizione da oltre vetri metri Mazzoni. Al 27’ gran triangolazione Zaccagni-Lee-Di Carmine, col cross dell’attaccante per Matos che non ci arriva di un nulla di testa. Gialloblù ancora pericolosi alla mezz’ora di gioco con la conclusione di Danzi da fuori area, deviata da Lee, che impegna la retroguardia amaranto. Al 34’ sinistro dal limite dell’area di Agazzi che impegna Silvestri e nell’azione e quattro minuti dopo Di Carmine serve Lee, pallone che arriva a Matos che calcia sbilanciato e la difesa del Livorno, in qualche modo, riesce a chiudere in calcio d’angolo. Balkovec da distanza siderale al 40’ prova invano ad inquadrare lo specchio della porta difesa da Mazzoni, primo tempo che si chiude dopo 2’ di recupero a reti inviolate.