Vergognoso episodio prima del fischio d’inizio di Avellino-Hellas Verona. Il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, durante il tragitto in macchina verso lo stadio Partenio, è stato vigliaccamente aggredito e minacciato da ignoti, con un collo di bottiglia. Vetro rotto e tanta paura per il numero uno di via Francia che era in compagnia del direttore operativo Barresi, di Luca Toni ed un amico di famiglia. Subito dopo l’aggressione, si è recato in Questura per sporgere denuncia.

Per la quarta giornata del girone di ritorno del campionato cadetto, l’Hellas Verona di Fabio Pecchia si presenta al Partenio di Avellino col 4-3-3 con Nicolas, Pisano, Bianchetti, Caracciolo, Souprayen; Romulo, Fossati, Zaccagni; Bessa, Gomez, Luppi.

La partita si apre con lo scontro di gioco aereo dopo nemmeno 1′ di gioco tra Romulo e l’ex Paghera, dove ad avere la peggio è stato il jolly gialloblù che è tornato in campo con un vistoso turbante, scontro che condizionerà la sua partita. Prima occasione del match al 4′ col sinistro di Verde da fuori area che viene respinto coi piedi da Nicolas. Replica l’Hellas Verona all’11 con Bessa, destro del brasiliano di poco a lato sulla sinistra di Radunovic. Al 12′ il protagonista è ancora Verde, sinistro che termina sull’estero della rete. Ma l’occasione più ghiotta è sulla di testa di Gomez, al 23′, su invito da sinistra di Bessa, ma l’argentino indisturbato non inquadra lo specchio della porta, pallone che termina di poco a lato. Alza il ritmo l’Hellas Verona e arriva alla conclusione al 29′ con Luppi, ma l’ex Modena non riesce ad impensierire Radunovic. Due minuto dopo, Romulo chiama il cambio ed al suo posto entra Siligardi, con Bessa che si abbassa a centrocampo. Primo tempo che si chiude con la rovesciata di Ardemagni che si perde direttamente sul fondo senza recare alcun pericolo alla porta difesa da Nicolas ed il retropassaggio di Caracciolo che mette i brividi ai tifosi gialloblù.