Nono risultato utile in undici giornate, quinta vittoria, la seconda consecutiva lontano dal Bentegodi. Ma non è finita: sono ben 7 i punti conquistati nelle ultime tre giornate dai gialloblù che balzano così in classifica al sesto posto, aspettando le partite di domani, a quota 19 punti. Signore e signori, questa è l’Hellas Verona di Ivan Juric.

Tre partite in otto giorni il calendario di Veloso e compagni, a partire da questa sera allo stadio Olimpico contro la Lazio, incontro valido per l’undicesima giornata della Serie A TIM.

Prima del fischio d’inizio, 1’ di raccoglimento per ricordare Paolo Rossi.

La squadra di Ivan Juric si presenta davanti ai biancocelesti di Simone Inzaghi con Silvestri, Dawidowicz, Magnani, Lovato; Faraoni, Veloso, Barak, Dimarco; Salcedo, Zaccagni; Tameze.

Passano solo 33’’ e Tameze arriva quasi sul fondo a sinistra, palla in mezzo ma non c’è nessuno in maglia gialloblù. Al 7’ Marusic si presenta in area scaligera ma la sua conclusione viene murata. Minuto 13 quando Barak perde palla in area veronese, si avventa Immobile ma il diagonale dell’attaccante si perde sul fondo.

Juric regala sempre sorprese ed oggi è rappresentata da Tameze, spesso punto di riferimento in attacco dell’Hellas Verona, con Barak più arretrato.

Al 18’ contropiede del Verona, Zaccagni per Salcedo, con l’attaccante che riesce a conquistare, dopo la conclusione in porta, calcio d’angolo. La Lazio si fa vedere al 25’ Caicedo che svirgola davanti a Silvestri da posizione defilata, gialloblù che su punizione, al 36’, non recano pensieri a Reina col colpo di testa di Magnani, gialloblù sempre propositivi come al 38’ quando Veloso trova sul primo palo Tameze, ma il colpo di tacco del n.61 termina tra le braccia del portiere laziale. L’Hellas Verona domina ed al 45’ passa meritatamente in vantaggio: cross dalla destra di Faraoni, pallone a Dimarco, sinistro e deviazione di Lazzari che mette fuori causa Reina. Un minuto di recupero, con Zaccagni che a tu per tu col portiere biancoceleste non riesce a raddoppiare.

La ripresa si apre con la discesa al 55’ di Dimarco che obbliga la Lazio a rifugiarsi in calcio d’angolo, ma è la squadra di Inzaghi un minuto dopo a trovare il pareggio con Caicedo, gran conclusione dell’attaccante che si infila alla sinistra di Silvestri. Portiere gialloblù che viene impegnato al 59’ da Lazzari, ma la reazione della squadra di Juric c’è ma al 62’ Dimarco, defilato, liscia davanti a Reina. Barak serve Tameze ed il tacco dell’ex Atalanta attraversa tutta la porta biancoceleste, ma è di Zaccagni il recupero strepitoso su Akpa Akpro al 66’. Gialloblù che trovano ancora la via del gol al 67’: errato disimpegno di Radu che spiana la strada a Tameze che batte, in uscita, Reina. Primo cambio per l’Hellas Verona al 69’, con Favilli al posto di Tameze. Salcedo finisce sul taccuino del direttore di gara al 74’ per perdita di tempo, attaccante che due minuti dopo lascia spazio a Colley. Ci prova all’85’ l’ex Fares ma la difesa gialloblù mura, come in occasione della conclusione di Immobile. Lazovic prende il posto di Zaccagni all’87’, terzo cambio per i gialloblù. Si gioca sino al 97’ e Juric ha ancora voce per gridare a suoi “Date tutto, manca poco!”. Quando arriva il triplice fischio finale dell’arbitro Abisso, esplode la panchina gialloblù. Un Hellas Verona “olimpico” si è imposto, con merito, in casa della Lazio. Vittoria che a Roma contro i biancocelesti mancava dal 1984. Chapeau.