Anche contro la Cremonese, l’Hellas Verona evidenzia i suoi limiti. In tutti i reparti. Trame di gioco solo a tratti, poco incisive e ben confuse peraltro. Un pareggio che non può e deve soddisfare. L’allenatore Fabio Grosso sorprende tutti e si presenta con Di Carmine e Pazzini in panchina contro la Cremonese. Nuova rivoluzione nell’undici di partenza, Hellas Verona che conferma il 4-3-3 con Silvestri, Crescenzi, Caracciolo, Marrone, Empereur; Calvano, Colombatto, Zaccagni; Ragusa, Tupta, Cissè. La sfida si apre col tributo del Bentegodi all’ex allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini. Scaligeri che si presentano davanti al pubblico amico dopo tre sconfitte nelle ultime cinque giornate. Ma è proprio l’Hellas Verona a passare subito in vantaggio dopo appena 4’, con Caracciolo che approfitta della distrazione della difesa della Cremonese per battere di testa Radunovic sul secondo palo, concretizzando al meglio la punizione di Colombatto. Pericoloso il tiro-cross di Perrulli quattro muniti dopo il gol dei gialloblù, mentre al 10’ gran azione in verticale dell’Hellas Verona con Calvano che serve Cissè, palla a Crescenzi che prova ad impegnare il portiere ospite. Al 16’ diagonale a lato di poco di Emmers, mentre al 28’ Arini di testa manda fuori. Incredibile quello che accade al Bentegodi al 32’. Il guardalinee Mokhtar alza la bandierina per segnalare una posizione di fuorigioco che non c’è, la difesa gialloblù si ferma ma l’azione prosegue. Perrulli da destra mette in mezzo e di testa Arini non dà scampo a Silvestri. Tutto da rifare per i gialloblù di Grosso. Ottima risposta dei gialloblù al 39’, con Zaccagni che da destra trova Ragusa al limite dell’area piccola, colpo di testa in torsione per l’ex Sassuolo col pallone che si stampa però sul legno. Sulla ribattuta, Calvano di potenza obbliga Radunovic a chiudere in calcio d’angolo. Cissè non inquadra lo specchio della porta al 43’, primo tempo che si chiude in parità —— Intervallo movimentato al Bentegodi con l’espulsione per proteste di Almici. Passano appena 35’’ ad inizio ripresa e l’errore di Caracciolo spiana la strada a Emmers, provvidenziale il tackle di Marrone che chiude in angolo. Doppio cambio al 58’ per i gialloblù, con Dawidowicz e Di Carmine al posto di Calvano e Cissè. Al 73’ dagli spalti gli olè di scherno da parte dei tifosi dell’Hellas Verona rivolti alla squadra di Grosso, con Castrovilli che al 75’ impensierisce la squadra scaligera con una conclusione a giro di poco a lato, gialloblù che effettuano il terzo ed ultimo cambio con Laribi al posto di Zaccagni. Al 79’ cross da destra di Tupta con Migliore che in qualche modo chiude in angolo. All’82’ Di Carmine si gira bene e va alla conclusione, ma Marconi mura. Castrovilli all’89’ accelera e costringe la difesa veronese a chiudere in angolo. È l’ultima occasione della sfida in programma al Bentegodi, solo i fischi accompagnano i gialloblù negli spogliatoi, Hellas Verona che sale in classifica a quota 18 punti dopo undici giornate. Un bottino troppo scarno per le ambizioni del club di Maurizio Setti, preso di mira dai tifosi scaligeri.