Il girone d’andata dell’Hellas Verona si chiude col pareggio allo stadio Pino Zaccheria, complice una direzione di gara a dir poco imbarazzante. Scaligeri che chiudono a quota 30 punti, grazie a 8 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte. A Foggia i gialloblù confermano il 4-3-3 con Silvestri, Almici, Caracciolo, Dawidowicz, Balkovec; Henderson, Gustafson, Zaccagni; Matos, Pazzini, Lee. I padroni di casa ci provano subito, dopo soli 22’’, col tiro da fuori area dell’ex Agnelli, ma Silvestri è attento e blocca senza problemi a terra. Punizione al 2’ per la squadra di Padalino, conclusione direttamente in porta di Kragl col pallone che termina alto. Pronta la replica al 5’ dei gialloblù con Pazzini che manda il pallone in rete di testa, su assist di Matos, ma la posizione del capitano è irregolare. Ancora Kragl protagonista col suo sinistro potente che si perde però in curva. Al 10’ bisticciano Henderson e Kragl, il foggiano colpisce al volto il centrocampista gialloblù ma per il direttore di gara è tutto regolare. Subito dopo l’ingresso nel Settore Ospite dei 327 tifosi scaligeri arrivati a Foggia. Un minuto dopo conclusione di Lee ribattuta da Tonucci, ma ci pensa ancora lui, Giampaolo Pazzini, a sbloccare il risultato allo stadio Zaccheria grazie all’ottava rete in campionato, la quarta nelle utile due partite. Minuto 15, l’azione si sviluppa sulla destra, palla a Lee sul primo palo, Noppert ribatte ma il più lesto di tutti è Pazzini che gonfia la rete e va a festeggiare sotto il settore riservato ai butei. Al 28’ il tiro da fuori area di Galano esce di poco alla destra di Silvestri, Foggia alla mezz’ora di gioco trova il pareggio grazie alla rete di Mazzeo che sfrutta al meglio il cross da destra di Zambelli e l’errore in chiusura di Caracciolo per battere Silvestri. Al 35’ punizione insidiosa del solito Kragl che obbliga Silvestri a chiudere in calcio d’angolo. L’arbitro Forneau ammonisce per proteste Pazzini ed al 39’ bella azione corale dei gialloblù che arrivano alla conclusione con Henderson, diagonale che si perde di poco sul fondo. Brividi al 42’ quando il pallone attraversa tutta l’area gialloblù ma per fortuna non ci arrivano Galano e Mazzeo. Primo tempo che si chiude con l’Hellas Verona in vantaggio grazie al gol di Lee al 45’ che approfitta dell’errore in uscita alta del portiere Noppert — La ripresa si apre senza novità di formazione, gialloblù che all’8’ conquistano con Matos la fascia destra, pallone a Pazzini in area foggiana ma è troppo arretrato per il bomber gialloblù, rispondono i padroni di casa con Iemmello, ma sulla sua conclusione è attento Silvestri. Primo cambio per i gialloblù all’11’, con Empereur che prende il posto di Balkovec. Diagonale di Matos al 12’ che trova però pronto Noppert ed un minuto dopo, annullato il gol a Iemmello per fallo in attacco di Mazzeo. Ma al 15’ calcio di rigore al Foggia: sul dischetto si presenta Iemmello che si vede però respingere il penalty da San Silvestri, portiere gialloblù che si ripete per la terza volta, dopo quelli neutralizzati contro Perugia e Benevento. Lee ci prova al 20’ ma il suo tiro è debole e centrale, mentre Grosso al 24’ effettua il secondo cambio, con Colombatto al posto di Zaccagni. Al 25’ viene ammonito Gustafson per proteste, gialloblù che al 28’ chiedono un calcio di rigore (netto, ndr) con Matos ma per il direttore di gara è simulazione ed ammonisce l’attaccante gialloblù. Foggia che trova nuovamente il pareggio grazie al gran gol da fuori area di Gerbo, al 29’, che non dà scampo a Silvestri. Al 32’ espulso per proteste il ds D’Amico ed un minuto dopo anche l’allenatore Grosso, dopo le proteste perché il direttore di gara non si è accorto clamorosamente che il portiere del Foggia ha preso, con le mani, il pallone fuori dall’area. Al 39’ miracolo di Silvestri su Mazzeo, mentre al 42’ terzo ed ultimo cambio per i gialloblù, con Marrone al posto di Henderson. Sono sei i minuti di recupero ed al triplice fischio finale, con Chiaretti che al 49’ viene ammonito per simulazione in area gialloblù, l’Hellas Verona, grazie all’arbitro Francesco Fourneau, si deve accontentare di un solo punto.