“Il nostro Settore Giovanile conta più di 200 atleti, senza considerare tecnici e collaboratori vari. In questi anni siamo stati bravi a creare un gruppo unito, con grandi valori umani, e questi ci hanno permesso di raccogliere i frutti che stiamo ottenendo. E’ bello vedere i nostri calciatori convocati nelle nazionali giovanili, in ogni nostra annata c’è almeno un ragazzo in orbita nazionale e questo per noi rapprensenta un motivo di orgoglio. La vittoria a Vilnius degli Esordienti 2006? E’ stata una bella esperienza internazionale. Abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con tante realtà, soprattutto dell’Est Europa, e non nego che è stata un’esperienza stimolante – ha dichiarato il responsabile del Settore Giovanile dell’Hellas Verona a lunedì nel pallone, Giancarlo Filippini – La stagione del Verona? E’ normale si possano vivere dei momenti di minore brillantezza, ma bisogna anche guardare i lati positivi. Basta solo pensare alla compattezza difensiva acquisita, si prendono pochi gol. C’è ancora tempo per fare meglio da qui alla fine del campionato, mancano 11 partite e in momenti come questi, che capitano nell’arco di una stagione, bisogna stare uniti e compatti perché i conti si fanno sempre alla fine. Guardo anche alla mia esperienza: nella promozione in Serie A della stagione 1998/99, perdemmo in casa 5-2 contro la Reggiana e quella sconfitta ci aiutò a ricompattarci ancora di più. In panchina c’era un allenatore emergente come Prandelli e il gruppo era formato da un giusto mix di calciatori giovani e altri con più esperienza. Giocavamo bene, con il bel gioco è possibile raggiungere i risultati. La Serie A è la categoria che il Verona merita, la società farà di tutto per tornarci. Ganz? Ho marcato il padre, che faceva gol a tanti. Simone Andrea ha fiuto del gol, alla mezza occasione ti punisce. Pazzini, per un giovane come Ganz, è un esempio. Ha davanti a sè ancora tempo per recuperare quanto perso a causa degli infortuni che ha avuto durante la stagione”. fonte: hellasverona.it