“Stiamo lavorando affinché i tifosi possano tornare a vivere l’evento calcistico. Lavoriamo su percentuali, pensiamo oggi ad un 25%. Saremo pronti a governare questo processo nel momento in cui lo stesso Cts ci darà la possibilità di far accedere i tifosi negli stadi. Sono soddisfatto perché il calcio di vertice è ripartito, ma anche preoccupato, come deve esserlo ciascun uomo che ha responsabilità nella programmazione del futuro legato al calcio. L’economia del nostro Paese e tanti settori della vita sociale sono stati toccati duramente da questa maledetta pandemia. Molte le lacerazioni e peggio sono preoccupato per il calcio e per lo sport in generale. Abbiamo una visione di insieme e sappiamo che sarà molto difficile e complicato ipotizzare un futuro, fatto da nuovi modi di vivere, relazionarsi e anche di organizzare la pratica dei nostri sport. Il calcio vive di queste dimensioni, il valore della competizione sportiva, il confronto in campo ed ha bisogno di avere un sistema di regole che consente di viverlo appieno. Il calcio è un linguaggio universale” ha dichiarato a l’Avvenire, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina.