“Una retrocessione strana ma non mi va di parlarne, lo faremo più avanti. Perché mi fa ancora male e mi hanno fatto malissimo le parole di troppo di qualcuno che è ancora nel mondo del calcio. Accontentatevi, avete avuto pazienza, aspettate ancora un po’. Ne parlerò con voi, magari alla fine di questo campionato perché vorrei avere lo spazio che merita quella vicenda. Immagino che mi state chiamando per il Verona soprattutto perché al Bentegodi arriva il Bologna, dopo la sosta. Cosa fa oggi Ferron? Da alcuni anni sono nello staff che si occupa dei giovani portieri della squadra dell’Italia. A parte la nazionale maggiore tutte le altre. Quindi ho allenato Gollini e, anche se non è il mio compito ho visto tutti i talenti del Bologna. E pure Kean del Verona. Un giudizio su Moise? Ha soltanto 17 anni, non può essere il salvatore della Patria, in alcune cose è ancora acerbo. Kean è un ragazzo sveglio, con grandi qualità. E anche forte fisicamente e si muove molto bene. Ripeto al Verona starebbe bene se fosse un giocatore che completa il reparto offensivo ma non avere tutte quelle pressioni tipiche di un bomber fermato. Pazzini? Lo conosco anche se non è mai stato mio compagno di squadra. Troppo giovane per me. So che è un bravo ragazzo mai una polemica. Ha fatto grandi cose anche se avrebbe meritato di più. Forse il calcio non è per i bravi ragazzi – ha dichiarato l’ex portiere dell’Hellas, Fabrizio Ferron, a l’arena – Verona è una piazza affamata di calcio. Basta un niente e la gente ti segue fino alla morte. Ho visto i tifosi piangere dopo lo spareggio e la salvezza di Reggio Calabria. Ho preferito non parlare dopo Piacenza ma non per questo non sono stato male. Ancora adesso ci penso. Tornando al Verona sono stupito in negativo. Non è una squadra inferiore Crotone o a quelle che ti stanno sopra in classifica. Però adesso devi trovare la vittoria con me l’ho fatto col Benevento. In fin dei conti bastano tre punti per risalire. Contro il Bologna lunedì i gialloblù devono vincere. L’Hellas dovrebbe rubare un po’ di determinazione al Crotone. Se i tifosi gialloblù vedono questo ti trascinano. Poi però deve essere brava la società a tener su l’ambiente perché altrimenti per il Verona è dura. Che portiere è Nicolas? Lo conosco poco. Forse ha bisogno di continuità. I gialloblù pagano anche la mancanza di Bessa. Il brasiliano l’anno scorso incantava, ora fa fatica. Adesso deve provare ad incidere come nella passata stagione. Si può fare calcio senza essere una multinazionale? Sì, il Chievo lo dimostra. Bisogna avere un’attenta gestire ma dove è necessario bisogna spendere. Il paragone è al 2002? No, ho detto che quando ci risentiremo parleró a lungo di quell’incredibile retrocessione a 39 punti. Pazzesca. Non ho mai fatto sviolinate a nessuno, son fatto così. Ripeto i tifosi del Verona meritano di più di quello che sta accadendo ora. Però mai mollare. La squadra di Pecchia deve restare attaccata al treno salvezza sino all’ultima giornata”. Foto: fcinter1908