“Il nostro Verona aveva più certezze. Basta guardare gente come Jorginho, Hallfredsson, Rafael, Cacciatore o lo stesso Cacia. Tutti trasferibili nella categoria superiore, in un gruppo già cementato. Questa è diversa, magari non ancora in grado di dare certezze fino in fondo ma certamente di grande talento e con margini notevoli. Tutti si sono concentrati sulla finalizzazione, ma per me prima di tutto il Verona deve imparare a costruire meglio il suo gioco. A sveltirlo e cercare in fretta le punte. Di Carmine è fortissimo, Pazzini è un lusso per il campionato, attorno a loro tutti hanno foto superiori alla media. I centrocampisti però devono accelerare i pensieri – ha dichiarato l’ex attaccante dell’Hellas Verona, Nicola Ferrari – Promozione? Facile credere che il Palermo abbia la promozione già in tasca. A me però piace molto pure il Benevento, al di là della sconfitta col Verona. È stata una partita dai tanti volti, aperta ad ogni risultato. Io al Benevento farei molta attenzione. Ma se il Verona batte anche il Pescara diventa pericolosissimo per tutti. I tifosi gialloblù? Loro ragionano con il cuore, loro amano il Verona. La società ha un’angolazione diversa, il presidente Setti è un uomo di calcio ma soprattutto un imprenditore. E agisce in maniera fredda. Non sarà facile trovare un punto d’incontro. Il mio presente? Avevo bisogno di questo calcio ormai. Dove divertirmi prima di tutto. Il Crema è una società seria, ha progetti interessanti e mi ha offerto esattamente le condizioni che desideravo. Il mio cuore resta del Verona, sia chiaro“. Così a L’Arena l’ex gialloblù Nick Ferrari