L’ex centrocampista classe 1992 dell’Hellas Verona, Gustavo Campanharo, campione di Bulgaria col Ludogorets, sfiderà in Europa League il Milan di Gattuso. “In Bulgaria va tutto molto bene. Abbiamo stravinto lo scorso campionato e quest’anno per ora siamo primi. Sto giocando con continuità e mi diverto un sacco (25 presenze, tre gol e un assist finora, ndr). Come abbiamo reagito al sorteggio di Europa League? Lo abbiamo accolto con grande entusiasmo. Il Milan è sempre il Milan, un club storico, prestigioso e vincente. Sarà bellissimo tornare a giocare in Italia, per di più in uno stadio suggestivo come San Siro. Sappiamo che non è un momento positivo per il Milan, ma mancano ancora due mesi a questo doppio confronto e in così tanto tempo può cambiare tutto. Noi rispettiamo i rossoneri, ma di certo non abbiamo paura di loro – ha dichiarato Campanharo a TMW – In questa Europa League siamo arrivati secondi in un gruppo altrettanto difficile con Braga, Istanbul Başakşehir e Hoffenheim. Siamo consapevoli del nostro valore e faremo di tutto per passare il turno. Qual è il segreto di questo Ludogorets? L’armonia. Siamo un grande gruppo, molto unito e affiatato. Ci sono giocatori di tante nazionalità diverse, ma tutti remiamo nella stessa direzione. Com’è nata l’idea di approdare nel campionato bulgaro? Dopo l’Hellas Verona sono passato all’Evian in Ligue 2 e l’esperienza francese si è rivelata molto positiva. Ho disputato un buon campionato, realizzando 10 assist e crescendo da tanti punti di vista. A fine anno è arrivata così la chiamata del Ludogorets. Cosa mi ha convinto a emigrare tanto lontano? I miei nuovi compagni brasiliani. Ho parlato con loro prima di firmare e mi sono deciso, anche se non conoscevo il Paese né la lingua. Oggi sono contento di aver fatto questa scelta. Che ricordi ho del mio passato in Italia? Ho dei ricordi bellissimi. A Firenze e Verona sono stato davvero bene. E’ un peccato non essere rimasto più tempo, ma in campo ho sempre fatto del mio meglio. Non vedo l’ora di affrontare il Milan per rivivere il mio passato”.