Il nuovo attaccante dell’Hellas Verona Fernandinho, ex Gremio, si presenta.

– Verona è una città molto bella. Per quanto riguarda il gruppo, sono rimasto molto contento perché ho trovato ragazzi molto bravi e preparati. La partita con l’Atalanta? Non ho potuto giocare, ma sono rimasto colpito dal carattere e dalla voglia di questa squadra. I giocatori sono molto tecnici e riescono a interpretare bene le indicazioni dell’allenatore. Tra quanto sarò pronto? Il mio preparatore potrà dirvi di più con maggiore precisione. Io posso solo dire che non vedo l’ora di giocare e mettercela tutta. Gli altri brasiliani? Con Marques e Campanharo ho giocato all’Atletico Mineiro e sono state persone che mi hanno aiutato tanto. I miei punti di forza? La velocità, un Nico Lopez sulla sfascia opposta. Io sono abituato a giocare come attaccante laterale, sia a destra che a sinistra, ma se serve gioco anche come attaccante nel 3-5-2. Sono qui per aiutare la squadra e rispondere alle esigenze del mister. Ronaldinho? Sì, ho giocato con lui ed è un fenomeno unico. Saviola e Toni? Sono grandi giocatori, come anche Rafa Marquez. Li ho sempre seguiti e ringrazio Dio di poter esser qui con loro. Perché il 70? A me piace il numero 7, ma prima giocavo con l’11. Il mio soprannome? Quando sono arrivato a San Paolo mi hanno chiamato Fernandinho in maniera affettuosa, anche per la mia altezza (ride, ndr). Una volta mi hanno confuso con l’altro Fernandinho del Manchester City, quando era stato convocato in nazionale. Ha sofferto di più per la nuova metodologia di lavoro in allenamento o per la temperatura rigida che c’è in Italia? Sicuramente soffro di più il freddo che gli allenamenti del mister. La trattativa con l’Hellas Verona? È nata all’inizio delle vacanze, prima che iniziasse il campionato brasiliano mi hanno riferito di questo interesse. Per me è un sogno che si realizza poter giocare in Europa. La Serie A è uno dei migliori campionati in cui si possa giocare, assolutamente. Un giocatore brasiliano che seguivo della Serie A? Sono sempre stato grande fan di Rivaldo, ma ho sempre seguito anche Ronaldinho. Io come Iturbe? Lo spero molto. Credo sia un grande giocatore. Non l’ho mai visto giocare, ma siamo due persone diverse. La prima impressione su Mandorlini? Mi ha colpito la grande decisione che dimostra nel voler vincere. I tifosi? Quella di Verona è una tifoseria molto forte e calorosa e credo possa darmi una carica in più. Il mio obiettivo è aiutare la squadra, tutti i colleghi, anche Luca Toni per poter uscire da questa situazione difficile. Altre offerte prima del Verona? Qualche anno fa si era interessato l’Inter, ma nulla di concreto. La mia storia? È lunga, ma sono partito da una famiglia molto umile con molte difficoltà. Questa situazione mi ha fatto crescere e come tanti altri brasiliani ho iniziato a giocare in paese con gli amici. Quando ricordo tutte le mie difficoltà mi viene un po’ di tristezza, ma ora parliamo di cose belle. All’inizio facevo qualche lavoretto alla mattina e nel pomeriggio poi mi allenavo. Io sono nato a San Paolo, ma poi giocavo e mi allenavo a Pernambuco -.