La Federazione medico-sportiva ieri sera ha comunicato le linee guida da rispettare per la ripresa degli allenamenti dei professionisti.

Il gruppo di lavoro verrà diviso in due gruppi. Da una parte ci sono i “positivi accertati e guariti”, ma anche quegli atleti che a giudizio del responsabile sanitario “abbiano avuto sintomi riferibili – fra i quali 37,5 gradi di febbre, tosse, astenia, dispnea, mialgie, diarrea, anosmia, ageusia”. Dall’altra ci sono i negativi, gli asintomatici nel periodo (quindi i non testati), ma anche coloro che sono stati a contatto con i positivi (compagni di squadra o familiari). Le disposizioni prevedono la necessità di un esame clinico effettuato dal responsabile sanitario e di sottoporsi al tampone (o test simile). Gli atleti RNA negativi si sottoporranno al test IgG/IgM (ricerca anticorpi). In base all’esito del controllo saranno considerati o immunizzati, o ancora soggetti all’infezione e quindi con la necessità di sottoporsi al tampone ogni 4 giorni. Questo prevede la prima parte del protocollo – si legge su La Gazzetta dello Sport – Per quanto il primo gruppo, cioè i positivi o coloro che hanno presentato sintomi ”riferibili” al coronavirus, la lista dei controlli per i positivi comprende il test cardio polmonare, l’ecocardiogramma color doppler, l’holter per 24 ore inclusivo anche di una seduta di allenamento, la spirometria, gli esami ematochimici, la radiologia polmonare. Dopo tutto questo ci dovrà essere un “nullaosta infettivologico” per la ripresa. Il periodo individuale di graduale recupero sarà di 15 giorni. Per il secondo gruppo, oltre al tampone ogni 4 giorni, è previsto un test da sforzo massimale, l’ecocardiogramma, la spirometria e le analisi ematochimiche.