“Questo è un giorno di festa. Mi ricordo tutto di quella storica giornata, i tifosi che erano arrivati a Bergamo, la partita, quando poi siamo rientrati a Verona. È stata una giornata indimenticabile. Abbiamo lavorato un anno intero per raggiungere questo obiettivo, ma c’era paura e timore che all’ultimo ci potesse scappare. Cos’ho pensato al gol dell’1-1? Ai miei compagni, alla società, ai tifosi. Abbiamo vinto uno scudetto con 17 giocatori, insieme a Bagnoli e Mascetti, ed a dei tifosi magnifici che ci hanno sempre seguiti, sia a Verona che fuori. È stata dura ma bellissima. I festeggiamenti al triplice fischio finale? Un po’ in campo e poi nello spogliatoio. Abbiamo bevuto una bottiglia di champagne, c’era casino, i giornalisti che volevano fare le interviste. È stata una liberazione aver vinto, con un turno d’anticipo. C’era in tutti noi una gioia immensa. Siamo sempre stati primi in classifica e piano piano abbiamo cominciato a crederci. Eravamo forti, un gruppo di grandi giocatori ed amici. Da subito si è creato un grande feeling. Il gruppo? Meraviglioso. Persone intelligenti, bravi, veri amici. Io e Briegel ci siamo sentiti subito parte del gruppo, i benvenuti. Il mio rapporto con Hans-Peter? Abitavamo al lago vicini e andavamo insieme a tutti gli allenamenti. Parlando tedesco, è stato più facile capirsi. Briegel è davvero una grande persona e con lui c’è una bella amicizia. Galderisi? Benissimo anche con lui, piccolo e veloce, abbiamo formato una grande coppia con Nanu. Ci capivamo a memoria. E poi era simpaticissimo e dopo 36 anni siamo ancora amici. Parliamo spesso, abbiamo un gruppo su whatsapp e poi ogni tanto ci si vede a Verona. E questa è una cosa molto bella. Quanto torno a Verona? Sto aspettando il secondo vaccino e spero di poter venire al lago quest’estate, così ci ritroveremo tutti. Bagnoli? Per noi stranieri era un po’ difficile capirlo, ci pensava Volpati ad aiutarci e piano piano abbiamo capito cosa voleva. È stato molto bravo a non parlare troppo. Un allenatore che ha saputo dare tranquillità a tutta la squadra. L’esordio contro il Napoli di Maradona? Non avevamo mai giocato in Serie A sia io che Briegel, e non sapevamo come funzionava. Ma dopo quella vittoria, abbiamo capito che eravamo una buona squadra, più forti e veloci. E da lì piano piano abbiamo creduto di poter fare un buon campionato. Il gol senza scarpa contro la Juventus? Prima Galderisi fece un bel gol di testa su cross di Fanna, poi nel secondo tempo ho fatto quel gol incredibile. Ci ho provato, anche senza scarpa, e per fortuna il pallone è andato dentro. E anche lì pensai a quanto era forte questa squadra. Senza una buona squadra, allenatore e compagni non si arriva a certi risultati. Il mio trasferimento in gialloblù? È sempre la moglie che decide, anche in Danimarca è così. Lei accettó subito di trasferirsi a Verona ed io così firmai con l’Hellas. Per me essere il Sindaco è un onore, un simbolo di stima che mi hanno dato i tifosi dell’Hellas. La città di Verona ha un posto speciale nel mio cuore. È sempre una gioia venire nella vostra splendida città, dove ho passato gli anni più belli della mia vita” ha dichiarato a Salotto Gialloblù, il Sindaco di Verona, Preben Larsen Elkjaer. Foto: goal.com