“Torno in Danimarca sabato perchè ormai di vacanze ne ho fatte anche troppe! E’ inutile che lo ripeta: qui a Verona sono a casa. Poi dall’anno scorso sono anche cittadino onorario quindi… Quest’anno però fa troppo caldo! Il Verona in Serie A? Sono felicissimo che, quasi a sorpresa, l’Hellas sia ritornato in A. E’ quello il suo posto. L’obiettivo è di rimanerci magari salvandosi non proprio all’ultima giornata. Il difficile però sarà riconfermare la serie A l’anno prossimo: quest’anno con l’entusiasmo e con l’effetto sorpresa paradossalmente può essere più facile. Il difficile, se tutto andrà bene, arriverà l’anno prossimo. Non conosco i giocatori che la società sta ingaggiando” – ha dichiarato il sindaco di Verona, Preben Larsen Elkjaer a Sportdipiù – ma sicuramente se li hanno presi avranno giudicato che sono idonei e graditi al nuovo mister. L’unico che conosco è Pazzini; lo scorso anno non ha giocato molto. Il motivo? Non lo so. Quest’anno potrà essere l’elemento che può fare la differenza? Lo deciderà l’allenatore, solo lui sa quando un giocatore merita o meno di giocare”. L’ex numero numero 11 dell’Hellas Verona campione d’Italia analizza poi il prossimo campionato di serie A: “Sarà ancora la Juventus la favorita, c’è poco da dire: hanno speso tanto e bene. E’ tutta li la differenza: spendere tanto e bene. Poi ci sono le altre che comunque stanno muovendo si bene sul mercato”. Un pensiero va poi a 35 anni fa: era l’estate del 1984 quando Elkjær, reduce dagli Europei in Francia con la maglia della Danimarca (eliminazione in semifinale ai rigori contro la Spagna, con suo errore decisivo dal dischetto n.d.r.), sbarcò a Verona. “Ricordo molto bene quel giorno ed ebbi subito una bella sensazione. Verona mi piacque subito. Quel campionato fu fantastico, un pezzo di storia del calcio che resterà indelebile. Se ho nostalgia di quei giorni? No, perchè dovrei? I miei compagni di squadra ci sono ancora tutti e ci sentiamo spesso. Abbiamo una chat Whatsapp con la quale siamo sempre in contatto. Poi quando vengo in vacanza a Verona ci vediamo per passare qualche ora in allegria. C’è tanta differenza tra il calcio di oggi e quello ‘nostro’? Sì, direi parecchia. Sembra una frase retorica ma noi giocavamo prima di tutto per divertirci e perchè ci piaceva, poi veniva l’aspetto economico. Quel Verona, quella Danimarca (la Danish Dynamite n.d.r.) erano squadre composte prima di tutto da uomini veri. Certo, eravamo anche ottimi giocatori, ma dove non arrivavamo con la tecnica compensavamo con il cuore e con la grinta”. Infine Preben lascia intuire che l’estate 2020 potrebbe portare novità interessanti: “Nel 2009 abbiamo organizzato con Giovanni Gambini un camp di calcio a San Zeno di Montagna. Fu bellissimo e ricordo quei giorni con grande piacere. Se mi piacerebbe rifare un altro camp? Perchè no, insegnare calcio ai bambini è sempre bello. Soprattutto è bello trasmettere loro la nostra esperienza e la nostra passione. Qualcosa bolle in pentola ma è presto per dire di più. Una cosa però è certa: se succederà sarà a Verona!”.