Doppio ex della sfida in programma sabato a Bergamo sarà l’ex centrocampista Massimo Donati, in gialloblù nella stagione 2013/14, con un bilancio di 20 presenze e 1 rete, realizzata proprio contro l’Atalanta.

“Che cosa fa oggi Massimo Donati? Sono il vice allenatore di Angelo Alessio al Kilmarnock, club scozzese. Una nuova e stimolante avventura per me che ho intrapreso quest’anno. L’Hellas Verona di oggi? Sta andando bene, ho viste poche partite per i miei vari impegni sul campo, ma non posso che essere contento per la città di Verona e la tifoseria dell’Hellas, senza dimenticare Juric, un allenatore bravo e preparato che ha imparato molto da Gasperini, tecnico che ho avuto la fortuna ed il piacere di avere a Palermo – ha dichiarato Massimo Donati a Hellas Live – Che Atalanta affronterà il Verona sabato a Bergamo? È da almeno tre anni che è un piacere vederli giocare. Esprimono un bel calcio ed a Bergamo sono riusciti a trovare la giusta alchimia tra società, squadra e tifosi. Mi legano grandi ricordi all’Atalanta dove sono cresciuto calcisticamente e fatalità è anche la squadra a cui ho segnato di più in carriera – ricorda Donati alla prima app al mondo dedicata solo all’Hellas Verona – Chi mi ha più impressionato della squadra di Juric? Ho visto uno spezzone di gara contro la Roma e Amrabat ha una forza fisica impressionante, un centrocampista a tutto campo che abbina qualità e quantità. Non lo conoscevo ma è davvero tanta roba. Il mio ricordo dell’esperienza in gialloblù? Ho solo bei ricordi di Verona e dei tifosi dell’Hellas. L’ho sempre detto e lo confermo anche a te: se un giorno tornassi a vivere in Italia, verrei ad abitare con la mia famiglia a Verona. Ho trascorso un anno bellissimo, con a fianco, sempre, una tifoseria incredibile. Come dimenticare poi l’esordio in campionato, con vittoria, con il Milan. Indimenticabile la gioia del pubblico del Bentegodi. E la mia rete (l’unica con l’Hellas Verona, ndr) proprio contro l’Atalanta a Bergamo. Un gol bellissimo, il mio ultimo in Serie A (e presenza) che contribuì alla nostra vittoria finale. Per me fu anche una piccola rivincita con Mandorlini perché giocavo a singhiozzo. Ora però che sono dall’altra parte, capisco molto di più le difficoltà nelle scelte di un allenatore”.