“Il rigore di Pescara? Il rigorista è Pazzini ma mi ha detto ”vai pure”. Ero sicuro di segnare. Una bella responsabilità? Non ci pensavo, sapevo che avrei fatto gol e basta. Ho avuto vari infortuni, non ho fatto la preparazione per guai al tallone. Però un compagno così è uno stimolo. È normale che i tifosi fossero con lui, ma spero che un giorno il Bentegodi regalo anche a me un’ovazione. Perché Verona? Il club mi garantiva di essere protagonista. Fare il comprimario con Cagliari, Udinese o Spal che mi volevano, non era il top – ha dichiarato l’attaccante dell’Hellas Verona, Samuel Di Carmine, a La Gazzetta dello Sport – Dopo Puscas l’acquisto più costoso in Serie B? Non ho sentito la responsabilità. Venivo da un’ottima annata a Perugia, avevo richieste dalla A ma ho preferito il Verona. Peccato i problemi fisici. Aglietti? Carica molto. Tocca le corde giuste. Qui fa il 4-3-3, ma mi ha sempre fatto stare bene. Pippo Inzaghi? Prima di una partita con il Venezia ha detto che ero il più forte della B. Da lì è partita la mia consapevolezza. Marchetti invece (dg Cittadella, ndr) ripete che quando arriverò in Serie A sarà la sua vittoria. I miei ricordi a Cittadella? Due anni difficili. Facevo più guerre che gol. Foscarini se ne aspettava 20 ma si lottava più che giocare. Le parole di Pazzini dopo il brutto ko di Cittadella? Sono servite molto. Avevano toccato il fondo e abbiamo capito che bisognava essere umili. Con lo spirito giusto è difficile batterci. Il Verona dovrà riconoscere un bonus di 300.000 euro al Perugia in caso di Serie A. Setti li spenderà volentieri? Direi proprio di sì, non mi ha preso per stare in B… La sfida con la mia Fiorentina? Sarebbe fantastico. L’ho affrontata col Cittadella in coppa e ho segnato. L’esultanza? Dopo i gol nostro la L. Ora mi devi inventare qualcosa per Tommaso, l’altro mio figlio. In caso di promozione? Farò il bagno nella fontana di piazza Bra”.