“Sono contento di essere tornato dopo 35 giorni, mi mancava il campo. In più tornare in serie A dopo 10 anni è stato bello perché la squadra ha fatto molto bene. Peccato perché il rigore ci stava. Cosa ci ha detto Manganiello? Il fallo era iniziato fuori area e che non era rigore. Ha parlato a lungo al microfonetto quello del Var. Ormai è andata dai. Hanno visto tutti che avremmo meritato il pareggio. Verona razzista? Non ho sentito nulla ne in panchina e tantomeno in campo. Chiaro tanti fischi all’arbitro ed era normale in quel frangente. Il mister mi loda e poi mi porta in panchina? Sapevo fin dalla vigilia che non avrei giocato. Era solo da tre giorni che mi allenavo con la squadra, poi hanno preso Stepinski ed ora abbiamo un compagno in più con cui giocarci il posto la domenica – ha dichiarato Di Carmine a l’arena – Juventus? È ancora la più forte. Ho visto la gara di Firenze. I bianconeri sono tosti e noi dovremmo cercare di sfruttare ogni piccolo loro cedimento. Di Carmine e Stepinski compatibili? A dire il vero ci siamo allenati poco insieme. Lui è una punta che si muove molto e a cui piace fare la guerra. È un buon attaccante in gamba. Meglio chiedere al mister se ci farà giocare insieme o no… Io adoro attaccare gli spazi e giocare con la palla al piede più che fa a sportellate. Preferisco trattare sempre il pallone. Chi mi ha impressionato dei nuovi? Già l’anno scorso dicevo che Verre era uno dei talenti più forti della serie B ed ora che è mio compagno di squadra lo confermo. Basta guardare la partita col Milan. Quali sono le nostre concorrenti? È presto per guardare la classifica. Dobbiamo essere contenti perché abbiamo già conquistato quattro punti. La cosa rilevante è che stiamo giocando bene. Oltre a noi le nostre rivali saranno Sampdoria, Lecce, Brescia, Spal e Udinese. Quanto ci fa correre il profe Barbero? Gli allenamenti sono molto pesanti, inutile nasconderlo. Però ci fanno bene. Teniamo il campo meglio dei nostri avversari. Sappiamo che per colmare le lacune tecniche con le squadre forti dobbiamo essere progressivi e meglio preparati – conclude l’attaccante dell’Hellas Verona – Cosa mi ha colpito di Juric? Il carattere e la voglia. Lui è un grande motivatore. Meglio l’impresa a Torino o battere l’Udinese? Senza dubbio battere i friulani al Bentegodi. A Torino non partiamo battuti e ce la giochiamo. Vediamo che esce”.