“Non mi aspettavo questa classifica, l’importanza della gara non sposta la visione dell’allenatore. Per l’allenatore sono importanti tutte le gare, dalla prima in Coppa Italia con lo Spezia, a quella con l’Inter che è stata fatta. La classifica chiaramente dà fastidio a tutti. Come intervenire sui 16 gol subiti? Fai fatica a intervenire. Io e il mio staff sulle cose sulle quali si può migliorare, si lavora, poi lo si fa vedere alla squadra, poi fai fatica. La fase difensiva è subordinata alla scelta dell’avversario, quando la palla ce l’hanno gli altri sono loro a decidere. Tu devi partire dal sacrificio e dalla voglia di non prendere gol. Poi puoi prenderlo in contropiede, a difesa schierata ma la volontà e la voglia di non prenderlo fanno parte delle basi. Qualche volta lo abbiamo fatto e qualche volta un po’ meno. Come si affronta il Verona? Hanno 9 punti non a caso e li rispettiamo. Ognuno sceglie come interpretare questo gioco – ha dichiarato l’allenatore De Zerbi alla vigilia di Hellas Verona-Sassuolo, come riporta tmw – Quanto fa male fare 3 gol all’Inter e non portare a casa punti? Fa male vedere i due gol presi, che erano evitabili. Se ti mettono la palla all’incrocio erano evitabili, quantomeno il primo era evitabile e abbiamo iniziato la partita sotto di 1-0 e contro l’Inter non è semplicissimo. Il Sassuolo deve svoltare dal punto di vista dell’aspetto mentale? Sì, tutto passa dall’aspetto mentale. L’aspetto mentale deve essere al primo posto, sempre. Qualcuno poi in squadra è giovane, poi vieni da qualche vittoria netta e ti sembra tutto facile ma nel calcio non c’è nulla di facile, a volte pensi di risolvere il problema domani e mai oggi e poi ti trovi a rincorrere in classifica. La classifica non mi interessa particolarmente, ma dobbiamo avere costanza di prestazione, di essere la squadra degli ultimi 20-25 minuti con l’Inter. Poi se siamo quelli i risultati arrivano e alla fine esce l’altissima qualità di questa squadra, con tutti i problemi che abbiamo ovvero infortuni, giocatori arrivati tardi ma oggi non sono quelli i problemi principali".