“Questo è un grande Hellas. Contro la Lazio hanno fatto una prova eccezionale, di nuovo. Lasciare un avversario del genere senza gol è giù qualcosa di straordinario. E non c’è mancato molto perché si vincesse. Sognare l’Europa? Intanto bisogna mettersi al riparo da qualsiasi sorpresa. Il Verona ha come obiettivo la salvezza: molto è stato fatto ma il traguardo va raggiunto. Prima ci si riuscirà, maggiore occasione ci sarà per pensare ad altro. Fino ad allora, però, nessun volo con la fantasia. I gialloblù non finiscono di stupire? Merito di tante componenti. Intanto, giù il cappello di fronte a chi ha saputo individuare giocatori che non erano conosciuti e che sono stati determinanti. Rrahmani e Amrabat, per esempio, ma non solo: la dirigenza ha lavorato benissimo. E poi, onore a Ivan Juric, che ha dato subito una chiara identità alla squadra e sa trarre il meglio da questo gruppo. Cosa mi piace di più del Verona? La forza del collettivo. Tutti sono protagonisti. L’Hellas si muove a memoria: ha messo in difficoltà tutte le formazioni più accreditate del campionato e non certo per caso. La Lazio è l’ultima in ordine di tempo – ha dichiarato Gigi De Agostini al Corriere di Verona – Per me è una gara da doppio ex. Un anno al Verona, cinque in bianconero. Quell’unica stagione all’Hellas, tuttavia, la tengo sempre dentro al cuore. Fu lì che la mia carriera cambiò. Con Osvaldo Bagnoli fece un balzo in avanti. Fui convocato nell’Olimpica di Dino Zoff e dopo nella Nazionale di Azeglio Vicini. Fu il coronamento del bellissimo percorso in gialloblù. L’Hellas Verona può fermare la Juventus? Le possibilità ci sono. La Juve è colma di campioni formidabili, ma a proprio vantaggio l’Hellas ha un’organizzazione ineccepibile. Servirà una prova da grande squadra per fermare la corazzata di Sarri. Il Verona non è battuto in partenza”.