“Ho un buonissimo ricordo di Palermo. Lì ho vissuto la mia prima esperienza professionale in questo Paese, ho apprezzato il modo di intendere il calcio che c’è in Italia. Ho conservato tanti amici, però adesso sono al Verona e conta soltanto vincere, prendere punti, recuperare in classifica. C’è un mini-campionato che ci aspetta. Tutto è in discussione. Il nostro obiettivo è piazzarci ai primi due posti, e lotteremo fino alla fine per raggiungerlo. Per quanto riguarda i playoff, con il Palermo ho constatato come un grosso ruolo sia giocato dalla fortuna. Si dice che siano una roulette, ed è vero: un insieme di situazioni, non tutte ponderabili, ti porta a poterli vincere oppure no. Palermo è in gravi difficoltà economiche? Mi spiace. D’altronde, per noi giocatori che cosa cambia? Nei fatti, nulla, perché il nostro compito è esprimerci al massimo delle nostre potenzialità, ottenere risultati, vincere – ha dichiarato Dawidowicz a La Gazzetta dello Sport – Il mio cartellino da poche settimane interamente dell’Hellas Verona? Sono ancora più determinato ad arrivare dove vogliamo e possiamo. Detto questo, nel quotidiano per me non è cambiato nulla: fin da quando sono arrivato all’Hellas ho seguito gli stessi principi. Ovvero, giocare bene ed avere costanza. In partita, in allenamento, nello spogliatoio. Donnarumma l’attaccante più forte del campionato? La sua è una grande annata, sta facendo cose eccezionali, ma le punte più forti le abbiamo noi… Se mi immagino di duellare col mio connazionale Piatek a San Siro. Si immagina di duellare con l’Hellas contro il Milan a San Siro? Non riesco proprio, in questo momento, a pensare a San Siro, al Milan e a Piatek. Torniamo in Serie A, dopo ne riparliamo. Chi può essere il Piatek del Verona? Siamo la squadra che ha segnato con più giocatori in questo campionato, quindi lo possiamo essere tutti. Dobbiamo andare a riprenderci i punti che abbiamo lasciato per strada. Cominciando da Palermo. Se mi manca il gol? Eh, la voglia di farlo è tanta. Magari realizzassi una tripletta, così mi porterei pure a casa il pallone (ride, ndr). Sinceramente non ho un’esultanza particolare, né ci ho mai pensato. Per rispetto al Palermo, comunque, mi tratterrei. Vediamo di segnare, intanto…”.