“Quando ho smesso di giocare, stimolato da alcuni amici che mi avevano allenato, ho deciso di intraprendere la carriera di allenatore. Subito però non si rivelò la scelta giusta, poi col tempo mi sono convinto che questa sarebbe stata la mia strada. La coppia Pellegrini-Bergamaschi? C’è da poco.
Franco è un grande uomo e mi dà una grande mano. I ragazzi che alleniamo non sanno che io e Franco abbiamo fatto perdere due scudetti al Milan, ma i ragazzi ci devono apprezzare solo per quello che diamo sul campo – ha dichiarato l’allenatore delle giovanili gialloblù, Davide Pellegrini, su Instagram all’Hellas Verona – I responsabili del Settore Giovanile hanno sempre apprezzato il mio lavoro. Sono una persona che quello che pensa, lo dice. Sono contento del mio gruppo, anche se manca un po’ di continuità. Ci sono delle buone prospettive per il futuro. L’anno della Serie C? È successo che il presidente Arvedi mi chiese se avessi voglia di fare il mister e per me era una occasione unica. Ero un ragazzo giovane che voleva maturare. In quelle 12 partite riuscimmo a mantenere bene la barca bene, ma quando arrivó Galli mi disse che avrebbe cambiato mister e venne Sarri. La doppia sfida contro la Pro Patria? All’andata fu un assedio ma facemmo un solo gol. Poi fortunatamente al ritorno il buon Zetu fece il gol della salvezza. Nella mia gestione ho sempre cercato di tenere sgombra la testa dei giocatori, assumendomi io tutte le responsabilità. Alcuni giocatori poi giunti a Verona a gennaio aiutarono l’Hellas a conquistare la salvezza. Non fu facile gestire la squadra che era sempre in fondo alla classifica. Chi sento di quel gruppo? Corrent, Sibilano, Minetti, mentre non sento da una vita Da Silva e Morante”.