“Era il 2008. Avevo iniziato da due anni a giocare a calcio nella squadra del mio paese, la Speme di San Martino Buon Albergo. Renzo Ronca, splendida persona, che era il responsabile degli osservatori del Verona, all’epoca, mi portò qui. Prima stagione negli Esordienti 99’, da attaccante. Abbiamo vinto un torneo a Vicenza, battendo in finale il Treviso per 2-1: segnai la rete decisiva. Fu una gioia sconfinata. I miei idoli? Vincenzo Italiano, e dopo andavo matto per Berrettoni e Rantier. Non dimentico una partita vinta al Bentegodi, con la Ternana: 2-0 per noi, con Rafael che esce dall’area con il pallone e lancia Farias in gol. La protesta dei tifosi gialloblù? Comprendo la delusione che si prova quando le cose non vanno. Sono sentimenti naturali per chi ha nel cuore una squadra. Con loro vicini, però, cambia tutto. Spetta a noi convincerli, giocando con un grande atteggiamento – ha dichiarato Andrea Danzi a La Gazzetta dello Sport – Inizio di stagione senza minutaggio? Non mi sono mai perso d’animo. Fabio Grosso mi ha sempre incoraggiato, dicendomi che dovevo continuare ad allenarmi come stavo facendo. Io, Kumbulla, Tupta e Saveljevs “generazione Hellas”? Il club, in questi anni, ha dato fiducia ai giovani. Nella passata stagione la Primavera è retrocessa, ma dopo un campionato in cui abbiamo lottato fino all’ultimo con le migliori formazioni di Italia. Da quel gruppo comunque qualcuno è arrivato in prima squadra. Tonali? Abbiamo caratteristiche differenti. L’ho incrociato nelle nazionali giovanili, ci unisce la voglia di vincere. Vignola, Italiano, Jorginho ed adesso io? Vincenzo è stato il mio primo mito. Jorginho è un campione, uno che sbaglia pochissimo. Ho sentito parlare di Vignola, so che era forte. Ha chiuso tra i dilettanti proprio a San Martino, era in squadra con zio Franco. Cos’è la famiglia per me? I miei valori. Mia mamma Federica è casalinga, mio papà Remigio lavora nello stabilimento Aia, come pure Mattia, mio fratello, che gioca in Terza categoria. Quando posso esco con gli amici, ascolto parecchia musica, ma le cuffie le tolgo quando arriviamo allo stadio. La mia playlist? L’ultimo album di Salmo. E poi, ovviamente, i Queen. Cosa deve fare il Verona per correre più veloce? Veniamo da un periodo di alti e bassi, le vittorie con Benevento e Pescara sono state molto preziose, ma non dobbiamo fermarci. Già a Livorno sarà durissima. Succede di attraversare delle fase difficili: ci siamo risollevati. Ora continuiamo senza guardarci più dietro”.