“Più che di crisi parlerei di un periodo di flessione. Ma proprio in questi momenti ci si compatta: è un passaggio per molti versi necessario per costruire una squadra forte. I numeri sono oggettivi e li vediamo tutti, ma allo stesso modo serve analizzare le prestazioni: dopo un avvio che è stato positivo, persino al di sopra delle aspettative, in alcune gare, come a Salerno, con il Lecce e a Venezia, abbiamo raccolto meno di quanto seminato, e questo ha rallentato il processo di maturazione del gruppo e di acquisizione della consapevolezza dei mezzi che ci sono. Grosso in discussione? Lo siamo tutti, ed è così per ognuno di noi, da quando siamo arrivati a Verona, sapendo quali siano gli obiettivi e le ambizioni che ci sono all’Hellas. Poi serve ragionare con equilibrio. Se c’è stato questo caso, è doveroso giudicarlo anche in quanto figlio del grande rinnovamento venuto in sede di mercato, con una squadra che è stata ricostruita per il 70% dell’organico. Una rivoluzione. Quella di Brescia sarà una partita importante, come tutte quelle che abbiamo rispettato e che verranno – ha dichiarato il ds dell’Hellas Verona, Tony D’Amico, a La Gazzetta dello Sport – Con Grosso abbiamo un confronto continuo: Fabio è una persona riflessiva, che ascolta con attenzione e che le decisioni le prende sulla base del lavoro che fa quotidianamente. Vogliamo che il nostro sia un grande campionato e c’è fiducia in lui: sono convinto che sia l’uomo adatto per portarci dove desideriamo essere. Pazzini? Giampaolo è un giocatore che fa parte di questo progetto, per tre volte è partito dall’inizio. Capisco che per quanto dimostrato nel corso del suo carriera, per quel che rappresenta per Verona e per il suo valore le sue esclusioni facciano rumore. Ora è così, ma questo non significa che non sarà utile all’Hellas come ha già saputo essere. Sono certo che anche lui darà il contributo che serve per raggiungere il nostro traguardo. Di Carmine? Per lui vale quanto già detto riguardo agli altri: deve migliorare non il singolo giocatore, ma il complesso dell’intesa tra tutti. Non bastano quattro partite da titolare, più una da subentrato, per emettere verdetti: un attaccante è finalizzatore del lavoro dell’intera squadra, è stato preso perché ha le caratteristiche che abbiamo voluto dare al Verona. E lo dimostrerà”.