Lo scorso 5 novembre a La Spezia (13ª giornata, ndr) l’Hellas Verona caló il poker allo stadio Picco, inanellando la seconda vittoria di fila ed il decimo risultato utile consecutivo. La squadra di Fabio Pecchia, pur avendo manifestato da subito alcune lacune nella rosa, aveva impressionato tutti per gioco e concretezza sotto porta. Primo posto in classifica grazie anche ad un super Pazzini. Con Bessa e Romulo capaci di fare ammattire le difese avversarie a suon di tocchi di classe e progressioni. Subito dopo però arrivò la prima sconfitta al Bentegodi, contro il Novara (prossimo avversario dei gialloblù, ndr) la seconda in campionato dopo il passo falso di Benevento, ko che aveva allertato ma non certo preoccupato la dirigenza scaligera. Ma da lì a cinque giorni, arrivò invece la pesante ed umiliante sconfitta allo stadio Tombolato di Cittadella (5-1) che aprì una profonda crisi nello spogliatoio dell’Hellas Verona. Da allora, la squadra di Pecchia non si è più ripresa e nonostante i lauti aiuti delle dirette avversarie, non è più riuscita a riprendere la strada smarrita. Vedere per credere anche la sconfitta di ieri sera al Bentegodi contro lo Spezia di Di Carlo, un ko meritato e che torna a complicare e non poco il cammino dei gialloblù verso la promozione diretta in serie A. Quando mancano solo otto giornate al termine del campionato.