“Ne ho lette e sentite troppe, per questo ci metto la faccia e adesso voglio fare chiarezza. C’è chi dice che sono finito, che me la sono presa con calma. Non è così, le cose sono andate diversamente. Quando mi sono fatto male, è stata evidenziata una lesione muscolare di primo grado. In realtà, era di secondo grado, mi ero quasi strappato. Quando sono andato a Villa Stuart me l’hanno confermato. Lo staff sanitario ha sbagliato la prima diagnosi e sono stato curato male – sbotta Alessio Cerci nella zona mista dello stadio Ferraris – Sono stato curato male, il responsabile è il dottore. Non a caso sono andato a curarmi a Roma, a Villa Stuart mi hanno detto che avevo quasi uno strappo. Forse, il club è deluso da me. Potevo e dovevo dare di più. La Serie A è un campionato a parte rispetto alla B. Ci vogliono i giocatori giusti, preparati e con esperienza. Da questo punto di vista, è evidente che qualche errore è stato fatto. Perché non riusciamo a fare gol? Un attaccante ce l’avevamo… Ma queste sono scelte che ha fatto la società, non voglio entrare in merito. Certo, lui (Pazzini, ndr) di gol in A ne aveva fatti parecchi. Io, invece, la punta non l’ho mai fatta. A gennaio sono stati ceduti giocatori importanti, dei titolari, chi li ha rimpiazzati doveva dare di più, me compreso. Non voglio creare polemiche, per carità, ma la penso così. Pecchia? Al mister devo tutto, lui mi ha voluto a Verona, ho un ottimo rapporto con lui e sono dispiaciuto per tutto quello che gli viene imputato. È stato massacrato tutto l’anno, avrei voluto fare qualcosa in più anche per lui. Il cambio a Bologna? Al Dall’Ara gli ho solo detto che quando mi sento bene ho bisogno di stare in campo per giocare e trovare continuità. Ma lo capisco, ha voluto sostituirmi per evitare che avessi ricadute. Fusco? Anche con lui ho un bel rapporto e posso parlarne solamente bene. Certo, lasciare a otto giornate dal termine è una scelta discutibile. Era meglio se restava con noi, ma è una decisione che va accettata. Hellas Verona spacciato? Mi viene da piangere. Sono tanto deluso, la squadra aveva le potenzialità per provare a fare un campionato diverso. La mia stagione, a causa dell’infortunio, è andata calando. Ci sono state partite in cui, se fossi stato bene avrei potuto dare il mio contributo, invece ho dovuto fare da spettatore. Mi dispiace tanto per come stanno andando le cose. Vorrei salvare questa squadra, se non ci riuscirò sarà anche un mio fallimento personale”.