”In Italia si praticano circa 15 sport di squadra, solo il calcio non si è voluto fermare definitivamente. E’ un mondo a parte, e questa scelta rientra nei diritti che a FIGC e Lega riconosciamo. Sono contento di tutto questo, ma mi dispiace che, in poco tempo, l’intero calcio è finito per confondersi con la sola Serie A. Il problema però è un altro, vale a dire l’assenza di un piano B. In Germania è già pronto un accordo con broadcaster e giocatori, al quale rifarsi in caso di un nuovo stop. Non avere un’alternativa è un errore, ci si sarebbe già dovuti mettere a tavolino. FIGC, Lega, calciatori, allenatori, arbitri, medici e broadcaster. E invece ogni categoria continua a difendere il proprio punto di vista e delle possibili soluzioni per stipendi, rate dei diritti tv, date e classifiche non si è ancora parlato" ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il presidente del CONI, Giovanni Malagó.