“Umiltà e trasparenza sono oggi i tuoi unici mezzi per recuperare credibilità”. Ripartiamo da qui, dalla chiusura del nostro comunicato dello scorso 25 maggio, e dall’imbarazzante, istintiva e offesa risposta ricevuta da parte del presidente Setti. Tanto fumo, slogan preconfezionati, la consueta arroganza, nessuna risposta precisa e nessun evidente interesse verso quello che tutta la tifoseria riconosce come un problema tangibile e inaccettabile: questa società, con i suoi atteggiamenti e la sua supponenza, ha avvelenato il rapporto tra la città e l’Hellas Verona. Vergognoso e inconcepibile. Ci siamo volutamente presi del tempo per capire quanto quel confronto mediatico potesse diventare uno spunto concreto di riflessione, ma a pochi giorni dall’inizio ufficiale della nuova stagione sportiva ci ritroviamo davanti solamente ad ulteriori fatturi e circostanze che testimoniano una situazione preoccupante. Ci basiamo solo su dati oggettivi: arriviamo da un’annata orribile, fallimentare, caratterizzata da decisioni che si sono rivelate folli e terminata con le 2 retrocessione di prima squadra primavera. Tra il tragico e il comico quindi, per noi, dover prendere atto che il nostro tanto contestato “filtrano voci” si sia materializzato con l’ufficializzazione di Tony D’Amico a conferma della scelta di proseguire con il progetto “Fusco”, personaggio ambiguo cha ha contribuito ad alimentare questa condizione. Non capiamo perché, viste le sue numerose convinzioni e la sua sincerità, il presidente Setti non abbia condiviso la nostra scelta di rendere pubblica la conversazione. La nostra valutazione si basa su correttezza e limpidità verso tutti i tifosi del Verona, verso chi riteniamo essere la nostra gente. Risultava quindi fondamentale porre le nostre domande “davanti a tutti” ed attraverso i media. Non assecondiamo nessun tipo di invito a scegliere strade di comunicazione alternative, nessuna “delegazione” vuole incontrare il presidente perché le sue risposte, le sue considerazioni e le sue scuse le pretendono i veronesi. Ora, esigiamo una sola risposta: il presidente Setti metta da parte le sue provocazioni e scenda in piazza davanti al popolo del Verona esattamente come accadeva fino a qualche anno fa, per presentare personalmente, presso il campo sportivo “Olivieri” di via Sogare, la squadra, lo staff tecnico, il direttore sportivo e “tutte le professionalità che tutelano la società”. Il tutto senza filtri e moderatori. Sarà la migliore delle occasioni per consolidare le proprie certezze, per presentare il progetto e definire gli obiettivi del futuro. Curva Sud