“Sono stato trattato come uno straccio, di quelli che vengono usati per pulire Piazza Bra. E per questo non tornerei mai indietro. Non tanto per me, ma per le sofferenze arrecate alla mia famiglia. Il Verona lo seguo sempre, appena posso vedo le partite in televisione. Come quella col Perugia, martedì: si è tornati a casa con un punto d’oro, altro che discorsi. In serie A ci si va in questo modo. Mancano quattro gare alla fine e mi sento fiducioso. D’altro canto ritengo che siano state fatte le scelte giuste dall’inizio. Adesso bisogna raccogliere – ha dichiarato l’ex patron dell’Hellas Verona, Ferdinando Chiampan a La Gazzetta dello Sport – Setti? Gli ho parlato in più di un’occasione. Si tratta di una persona di poche parole ma di molti fatti, non gli piace granché chiacchierare ed è meglio così. Rispetto i miei tempi il calcio è tutta un’altra cosa: gli introiti sono ben più ampi, e anche i costi sono limitati. Setti conosce questo sistema e sa come muoversi. È avveduto. Gli auguro di avere in squadra uomini con il carisma di Tricella e con la generosità di Fanna e Di Gennaro. Con la forza di Briegel e con lo spirito di quella che era la nostra colonna portante: Fontolan, Volpati, Ferron. E che poi avesse la fortuna di ingaggiare uno come Elkjaer, che ci costava parecchio, ma che ci ha reso ancora più grandi. Però mi permetta: io farei i nomi di tutti i nostri giocatori. Soprattutto, che abbia un allenatore come Osvaldo Bagnoli. Mai una lite, con lui, mai un attrito. Umano, calmo, intelligente. Come sogno il Verona? Occorre essere realisti. Ci sono imprese che non si possono più non soltanto realizzare, ma neanche immaginare. Pensi che dopo la vittoria dello scudetto, un’annata di calo e un’altra in cui fummo quarti e ci qualificammo alla Coppa Uefa, perdemmo delle posizioni, ma alla fine ci piazzavamo al 10º posto, in una A in cui c’erano delle squadre portentose. Per molti non andava bene che fosse così, si voleva di più. Eppure rivederlo a quei livelli, credo, sarebbe un bel traguardo”