“Il tedesco si arrangiava da solo mentre il danese aveva un intermediario. Furono Mascetti e Rangogni, quasi poi quest’ultimo a volerlo prima che esplodesse all’Europeo. Il Ciccio era più per Matthaus, non male anche quello anche se giovane – ha dichiarato a L’Arena, l’ex patron dell’Hellas Verona, Ferdinando Chiampan – A Bergamo feci fatica a ringraziare tutti come avrei voluto, dopo gavea i giapponesi della Canon. Insomma mi liberai alcuni giorni dopo. Matarrese? Si è sempre comportato bene con il Verona. Fanna era un figlio insieme a Tricella. Poi c’era Fontolan, che persona e Volpati, un signore. Mi è dispiaciuto per Ferroni. Aveva rotto con Bagnoli e non ci fu verso di tenerlo. Voi lo sapete, li avrei tenuti tutti. Galderisi l’era il bocia, quante risate con lui e Di Gennaro, la mente. Quando fummo sicuri di vincere lo scudetto? Mai fino all’ultimo anche se… Dopo San Siro col Milan mi incontrai con Bagnoli e il mister, che è stato il vero fautore dello scudetto, mi disse: ”Per me è fatta, possiamo perderlo solo noi”. Verona è una bella città ma vive di invidia. Qualcuno di potente nelle istituzioni stava già lavorando per togliermi il Verona, prima del fallimento. I tifosi mi fecero la guerra ma a me è bastato un abbraccio di uno di loro, qualche anno fa, per rincuorarmi. Ho fatto errori ma anche cose buone per l’Hellas e soprattutto ci ho rimesso in prima persona. Ho perso tanto e come me anche Eros Mazzi qualche anno dopo. Pensate che un esperto come Pastorello ci ha rimesso dei soldi, dunque. Setti? Mi sembra un bravo butel. Ricordatevi le mie parole: il Verona deve salvarsi ogni anno, non è una grande. Quella del 1985 è stata una favola".