Il primo amore non si scorda mai. Verona è stata per anni la sua casa. Città che lo ha accolto e fatto diventare uomo, prima che calciatore. Arrivato in punta di piedi, Rafael è riuscito ad entrare nella storia dell’ultra centenario club scaligero non solo per le due promozioni dalla Lega Pro alla Serie A, ma per essere diventato in quasi dieci anni di militanza, il quarto più presente nella storia dell’Hellas Verona, grazie alle 314 presenze collezionate dall’agosto 2007, all’esordio al Bentegodi, in Serie C, contro il Cittadella, a gennaio 2016, ultima partita giocata allo stadio Matusa di Frosinone, il 29 novembre 2015, ko della squadra di Mandorlini con espulsione del portiere brasiliano. Una partita che segnò la separazione tra Rafael e l’Hellas Verona, e l’esonero di Mandorlini. Rafael è riuscito a lasciare un segno indelebile tra i tifosi gialloblù, un amore sbocciato solo col passare del tempo e grazie all’attaccamento alla maglia sempre dimostrato sul campo dall’estremo difensore classe 1982. Farà un certo effetto rivederlo in campo, da avversario, alla Sardegna Arena. Ma avversari lo saremo solo per 90’.